Birmania e Tibet: quali diritti umani?

Lunedì, Maggio 26, 2008

Birmania e Tibet: quali diritti umani? Era il titolo dell'incontro che si è tenuto martedì 27 maggio presso l'Urban Center a Monza, organizzato dalla UPF/IIFWP -Federazione Interreligiosa per la Pace nel Mondo- con la collaborazione di Amnesty International e il patrocinio del Comune, che ha visto tra i relatori  il dr. Zawmin, direttore dell'Office Euro-Burma a Bruxelles e referente per la Comunità Europea del governo birmano in esilio.



Sentire da viva voce certe cose di cui magari si è letto o visto in tv fa certamente un effetto diverso ed in un certo modo più coinvolgente. Se poi a parlare della tragedia del popolo birmano è una persona che l'ha vissuta sulla propria pelle come il dr. Zawmin non si può rimanere impassibili. Eppure l'attenzione dei mass media, passato l'effetto "trainante sui giornali" del ciclone Nargis che recentemente ha sconvolto il Paese, non c'è, non se ne parla quasi più.




I dati che fornisce il dr. Zawmin sulla Birmania sono terrificanti: al di là dei tanti morti, dovuti alla continua repressione della dittatura militare al potere dal golpe del 1990, che aveva reso vane le elezioni democratiche vinte dal partito della signora Aung San Suu Kyi, poi premio Nobel per la Pace e attualmente ancora agli arresti domiciliari, ci sono circa 700.000 persone, scappate dai soprusi dei militari, che vagano nella giungla birmana, mentre non si riesce proprio a tenere il conto dei detenuti per motivi politici, che riempiono all'inverosimile le 38 carceri della Birmania.

I rifugiati nei paesi confinanti come la Thailandia si stimano in circa 800.000, mentre la situazione per chi è rimasto è davvero drammatica, con oltre il 70% della popolazione che vive sotto la soglia della povertà.

La serata è stata indubbiamente positiva, con una buona partecipazione dei cittadini, che al termine hanno fatto molte domande al dr. Zawmin, dimostrando una notevole sensibilità verso certe tematiche e chiedendo cosa si può fare, come possiamo dare concretamente una mano.

Due idee realizzabili da subito ci sono: la prima riguarda la necessità di mantenere alta l'attenzione, il dr. Zawmin è convinto che la pressione internazionale verso la giunta militare possa produrre effetti positivi per il suo Paese, la seconda riguarda la nascita dell'associazione Italia-Birmania, anche in vista delle possibili e sperabili elezioni democratiche, promesse per il 2010.

Da Sin. a Destra. Il Sig. Sarasso Seg.Gen. dell'UPF, il Dr. Zawmin e il Sindaco di Sesto San Giovanni il Dr. Oldrini

 

Il dr. Zawmin, che tornerà presto in Italia, ci chiede di ringraziare pubblicamente il Sindaco Mariani e il Sindaco Oldrini e le rispettive Amministrazioni di Monza e Sesto San Giovanni che lo hanno accolto con molto "calore" in incontri significativi, aperti alla stampa, svoltesi nei Municipi delle due città, di cui alleghiamo un paio di foto.

Per la parte riguardante il Tibet parleremo naturalmente in un prossimo comunicato.

Carlo Chierico
Presidente IIFWP/UPF - Monza e Brianza

 

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