Cooperazione Politica e Buona Governance: essenziali per la coesione sociale e per la ripresa

“INCONTRI DI PACE”  18 Giugno 2020

Il terzo webinar della serie “INCONTRI DI PACE” organizzato da UPF Italia con la collaborazione di WFWP Italia è stato seguito con interesse da circa 100 partecipanti in diretta

 più altri partecipanti su diretta streaming sulla pagina facebook UPF Italia e sul canale “ECO dei PALAZZI” che trasmette all’interno degli ambienti istituzionali di Camera e Senato. Nel primo giorno di inserimento della registrazione su pagina facebook UPF Italia sono state raggiunte 400 visualizzazioni. Il tema conduttore dell’incontro è stato “Cooperazione Politica e Buona Governance: essenziali per la coesione sociale e per la ripresa”.

Hanno partecipato in qualità di relatori: Sen. Roberto Rampi (Senatore - membro del Consiglio d’Europa – AdP UPF e coordinatore progetto IAPP) – Sen. Pier Ferdinando Casini. (Senatore – Ex presidente della Camera – presidente dell’Interparlamentare Italiana) – Sen. Orietta Vanin (Senatrice – membro Commissione su Istruzione Pubblica e Beni Culturali – membro Commissione per la tutela e promozione dei diritti umani) - Prof. Marco Lombardi (Direttore dipart.to Sociologia UniCatt Milano – Docente in comunicazione dei media e politiche della sicurezza – AdP) – On.Albertina Soliani (Ex Senatrice – Sottosegretario di Stato alla Pubblica Istruzione – presidente Istituto Alcide Cervi – Co-fondatrice Ass.ne Italia/Birmania – AdP e madrina della IAPP).

L’incontro è stato presentato da Gabriella Mieli con il saluto ai partecipanti di Elisabetta Nistri presidente di WFWP come co-sponsor; Carlo Zonato presidente UPF Italia ha introdotto e moderato l’incontro, Franco Ravaglioli Segr. Gen.le UPF Italia ha introdotto le domande ai relatori mentre l’aspetto tecnico e di regia è stato condotto da Giorgio Gasperoni direttore responsabile di Voci di Pace.

Alcuni passaggi significativi degli interventi:

Sen. Roberto Rampi: Sin dall’inizio della mia esperienza con UPF mi aveva colpito la particolare attenzione di UPF verso la politica e verso i parlamentari soprattutto perché la politica è un po' fuori moda; vi è un atteggiamento diffuso di antipolitica che sottolinea molti difetti e limiti senza peraltro la consapevolezza del lavoro quotidiano. Invece UPF ha dato valore alla politica e ai parlamentari in quanto rappresentanti del popolo che si confrontano con punti di vista diversi per giungere poi ad una sintesi. L’altro grande tema è la Interdipendenza, la interconnessione dell’intera umanità, per cui ogni decisione presa in un certo luogo o momento ha risvolti nell’insieme e di questo è necessario essere consapevoli e quindi responsabili. Da questo punto di vista vi è la necessità che crescano le libertà, i diritti e le tutele per tutti i cittadini del mondo. Un altro punto da segnalare è lo sguardo ad oriente; l’asse del mondo si è spostato verso l’Oceano Pacifico, è di fatto l’Era del Pacifico e se il nome simboleggia qualcosa la speranza è che si vada verso l’Era della Pace. Ma ciò non avviene per caso o comunque, ma secondo le nostre scelte, azioni, gesti ed impegno. Uscire peggiori o migliori dal COVID dipende solo da noi e per poterlo fare bene abbiamo bisogno di momenti e di organizzazioni come UPF che aprono il confronto per portare riflessioni ed ispirazioni.

Sen. Pier Ferdinando Casini: Un sincero apprezzamento a UPF per la sua opera che aiuta molto la società civile ma anche la politica. Vorrei riferirmi alle 3 “C” espresse dal prof. Lombardi: Consapevolezza, Competenza e Coinvolgimento. In queste vi è la sintesi di come trasformare il coronavirus da un problema ad una opportunità. Innanzitutto nel comprendere che noi non siamo i padroni della vita e della morte e dobbiamo prenderne atto consapevolmente. Un esempio oltre il coronavirus riguarda il caso del problema ambientale di fronte al quale rischiamo di trasferire una eredità di problemi pesanti alla prossima generazione. Da alcuni anni ne stiamo parlando ma forse non consapevoli davvero di cosa può comportare questo problema e non ce ne stiamo prendendo cura adeguatamente. Un'altra considerazione importante riguarda il tema delle migrazioni che coinvolge popolazioni intere perché non trovano adeguato sostentamento nei loro luoghi d’origine causa desertificazione e forte carenza d’acqua. Il coronavirus ci deve far acquisire Consapevolezza e volontà di affrontare questi problemi che ormai sono globali. Questa Consapevolezza ha bisogno però di Competenza, sia Tecnica che Politica, senza improvvisazioni, per affrontare e risolvere adeguatamente questi problemi. Poi, comunque, la Competenza politica deve creare anche Coinvolgimento dell’opinione pubblica e della società civile. In questo un ruolo come UPF diventa un collante importante che io cercherò per quanto mi è possibile di supportare.

Sen. Orietta Vanin: Sono una insegnante alla mia prima esperienza pubblica e mi rendo conto quale grado di responsabilità abbiamo con le nostre riflessioni e pensieri; mettendoli in atto possiamo cambiare la vita delle persone. La pace è fondamentale da perseguire ma secondo me è fatta di tante piccole paci che insieme formano quella più complessiva. Fondamentale quindi anche il dibattito nella politica ma con il rispetto della diversità di ognuno. Il rispetto pone in una posizione di parità necessaria per un confronto completo. Il problema globale del coronavirus ha messo in luce la nostra fragilità ed allora un salto di qualità e consapevolezza per promuovere la cultura della pace è indispensabile. In questo il mondo della scuola è un ambito da considerare privilegiato per questa opera di cultura.

Prof. Marco Lombardi: Covid19 è la prima vera crisi globale che stiamo affrontando. Tutti per la prima volta ne siamo stati coinvolti, rispetto a certe catastrofi localizzate (terremoti, alluvioni etc) del passato, durante le quali arrivavano magari degli aiuti da chi non era stato colpito. Il coronavirus è stato come una potente “arma biologica” che si è inserita in un mondo in conflitto (con varie guerre in corso) senza che si potesse individuare un colpevole che lo ha scatenato. Si tratta di partire da qui per ricercare modalità ed opportunità non per tornare allo status quo precedente, ma per determinare un reale “cambiamento” migliorativo che dobbiamo perseguire. Il coronavirus ha fatto emergere la consapevolezza di quanto siamo interdipendenti perché nonostante le chiusure di frontiere o confini l’effetto domino del virus ha sconfinato coinvolgendo in modo globale. Non si tratta di fare la guerra al virus perché non ce la possiamo fare così ma ricercare i modi per controllarne gli effetti. Ci siamo anche trovati di fronte alla sorpresa che significa non Consapevolezza del problema che ha innescato una non Competenza nel gestirlo. La crisi del Corona la si combatte con le tre “C”: Consapevolezza (del problema), Competenza (nel come affrontarlo) e Coinvolgimento (mettere in condizione tutti di affrontarlo adeguatamente).

On. Albertina Soliani: Ho sempre considerato la politica strettamente collegata alla vita ed in queste settimane di chiusura questa mia considerazione si è ulteriormente rafforzata. Le sciagure e le catastrofi sempre spingono verso una maggiore unità per capire insieme come uscirne. In questo c’è sempre una questione etica che fa scegliere la direzione. Il sopravvivere ha senso se ne usciamo insieme proprio perché interdipendenti. E poi come viviamo il dopo. Quello che sta avvenendo ci spinge a stare uniti. Il presidente Mattarella ha parlato di mettere in atto uno “sforzo comune” per vincere insieme come popolo. Questo ci richiama all’unità dei popoli, delle nazioni e dei continenti. E’ anche una sfida morale ed etica di come vogliamo essere come persone, dentro di noi, e diventa una sfida politica perché la politica è proprio la capacità di state insieme. In questo abbiamo un patrimonio che è quello dei valori condivisi che sono costati incredibili sacrifici e sofferenze nel tempo trascorso. Unità, libertà e responsabilità sono parole chiave fondamentali per produrre un salto di qualità per essere nuovi dopo questo ulteriore sacrificio. Questo tipo di riflessioni e di dibattito sarebbe molto necessario in ambito parlamentare. Cosa servono le differenze se non per perseguire unità di azione per il bene di tutti? Quindi un dibattito per individuare obbiettivi comuni ma soprattutto sulla “direzione di marcia”. Come uscire dalla povertà? Come superare le discriminazioni specie quelle razziali? La scelta della scuola come grande laboratorio di educazione e formazione per tutti; il grande tema delle relazioni umane e con l’ambiente come fonte di valore per la comune società; la cultura; la biodiversità come patrimonio strategico per il domani. Di questi aspetti un parlamento dovrebbe discutere per capire quale strada imboccare per una ripresa solida. Inoltre considerando la dimensione della spiritualità come elemento vitale anche per la politica ed il dibattito politico, per un dialogo aperto che possa dare risposte anche alle coscienze. Per ultimo mantenere vivo il dialogo che non è più solo tra nord-sud ma anche oriente-occidente nel tempo attuale perché abbiamo necessità gli uni degli altri. Su questa base i prossimi anni potranno essere anni di un grande cambiamento morale ed anche politico dentro l’umanità nel suo insieme. La sfida è grande ma solo con una visione lunga di una umanità che si rinnova si potrà crescere e migliorare, ma insieme.

Nella parte conclusiva il presidente UPF Italia, ringraziando i relatori, ha sottolineato lo sforzo di UPF nel contribuire alla promozione del dialogo e dell’azione interdisciplinare ed interreligiosa; in particolare negli ultimi tre anni nei quali la Dssa Hak Ja Han Moon ha promosso l’inaugurazione di una serie di progetti lungimiranti come ISCP, IAFLP, IAPP, IAPD, IAAP, IMAP, IAED and IAYSP per operare in modo integrato per la Pace dando vita ad uno sforzo comune per realizzare “una Comunità con Dio al centro” al fine di costruire unità su un principio universale superiore di vivere per il bene dell’intera famiglia umana.

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