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Premio Sorellanza 2026

Maria Gabriella Mieli riceve il Premio Sorellanza 2026

Maria Gabriella Mieli, Responsabile delle Relazioni Esterne e Internazionali di UPF Italia e Coordinatrice di UPF Europa Sud, è stata tra le donne insignite del Premio Sorellanza 2026, giunto quest’anno alla sua ottava edizione.

Il Premio Sorellanza attribuisce questo riconoscimento a donne testimoni dei più alti valori di solidarietà, bellezza e umanità negli ambiti più eterogenei della vita sociale, politica, culturale, economica, didattica e scientifica.

La manifestazione si è articolata in tre momenti principali: il Premio Poetico Benvenuta Sorellanza, la conferenza stampa presso la Sala Stampa della Camera dei deputati a Roma e la cerimonia finale presso l’Hotel VOCO di Nola, città natale di Giordano Bruno, dove gli ospiti sono stati accolti dal dolce della Sorellanza realizzato dal maestro pasticciere Michele La Marca (Dolce & Caffè).

Il Premio Sorellanza è un progetto dell’associazione My Emotion Life, fondata da Stefania Guarracino insieme al fratello Giampiero Guarracino, Presidente dell’associazione. Tra gli obiettivi del sodalizio vi sono la crescita personale, l’ascolto, la valorizzazione delle risorse umane e l’empowerment femminile. Tra i valori fondanti viene inoltre sottolineata la complementarità tra maschile e femminile, promuovendo un equilibrio sociale basato su cooperazione, empatia e condivisione.

Nel corso degli anni il Premio Sorellanza si è affermato come un importante punto di riferimento per il riconoscimento di donne che, attraverso il proprio operato, contribuiscono al miglioramento della società, promuovendo etica, solidarietà e consapevolezza. L’iniziativa si propone inoltre di stimolare riflessioni nel mondo femminile, promuovere la consapevolezza emotiva e contribuire alla prevenzione della violenza e delle relazioni disfunzionali.

L’edizione 2026 è stata dedicata alla memoria della psicoterapeuta Maria Rita Parsi, madrina della prima edizione e figura fondativa del Premio, la cui visione continua a rappresentare uno dei pilastri dell’iniziativa.

Tra le donne premiate nelle precedenti edizioni figurano personalità di rilievo come Teresa Bellanova, Liliana Segre, Marisa Laurito e Grazia Di Michele.

Il messaggio delle istituzioni

La conferenza stampa di presentazione del Premio Sorellanza 2026 si è svolta presso la Sala Stampa di Palazzo Montecitorio, sede della Camera dei deputati, su iniziativa dell’On. Raffaele Bruno. Hanno preso parte all’evento anche il Vicepresidente della Camera dei deputati On. Sergio Costa e le Onorevoli Susanna Chierchi e Valentina D’Orso.

Nel suo intervento introduttivo, l’On. Bruno ha riflettuto sulla differenza tra innamoramento e amore, sottolineando come quest’ultimo, a differenza del primo, sia destinato a durare nel tempo e ad elevare lo spirito umano. L’On. Sergio Costa ha invece ricordato che la Camera dei deputati rappresenta la Casa della Democrazia e ha evidenziato il valore dell’amore inteso come impegno per il bene collettivo, richiamando anche l’80° anniversario della Carta costituzionale e il principio di uguaglianza tra uomini e donne sancito dalla Costituzione italiana.

Le premiate 2026

Cinque donne, cinque percorsi differenti, unite dalla capacità di trasformare la cura in cultura, la relazione in responsabilità e la memoria in futuro:

  • Claudia Koll, attrice e counsellor;
  • Letizia Sinisi, ideatrice del Turismo Identitario Italico;
  • Maria Gabriella Mieli, attivista e referente internazionale impegnata nella costruzione di reti orientate alla pace;
  • Bianca d’Aponte (alla memoria), cantautrice di rara sensibilità;
  • Rosanna Carione, vincitrice del Premio Poetico Benvenuta Sorellanza.

Il riconoscimento consiste nel suggestivo “Vesuvio Arcobaleno”, opera dell’artista Andrea Maresca (Spiff), simbolo di forza generatrice e trasformativa.

Motivazione del Premio conferito a Maria Gabriella Mieli

«Per aver incarnato, con autenticità e dedizione, i valori più profondi della sorellanza, Maria Gabriella Mieli si distingue come figura di riferimento capace di ispirare e unire.

Attraverso il suo impegno e la sua sensibilità, ha contribuito a creare relazioni basate su ascolto, rispetto e sostegno reciproco, promuovendo una cultura di condivisione e crescita collettiva.

Il suo esempio testimonia come la forza della connessione tra donne possa generare cambiamento, valorizzare le unicità e rafforzare il senso di comunità.

Per la sua capacità di costruire legami autentici e di diffondere valori di solidarietà e inclusione, le viene conferito il Premio Sorellanza.»

Intervento di Maria Gabriella Mieli alla Camera dei deputati – Roma, 6 maggio 2026

“All’insegna del motto UPF International: Interdipendenza, Prosperità Reciproca, Valori Universali Condivisi.

Profonda gratitudine per l’onore di essere premiata e condivisione di un prezioso percorso.

Buon pomeriggio a tutti. Non ho ancora il piacere di conoscervi una e uno per uno. Sono contenta di essere qui. Vorrei innanzitutto ringraziare i padroni di casa, gli Onorevoli che ci hanno accordato questa opportunità, L’On. Raffaele Bruno, l’On. Sergio Costa – Vicepresidente della Camera dei deputati, nonché le 2 Onorevoli Susanna Chierchi e Valentina D’Orso che sono qui e partecipano ai lavori, compatibilmente con gli impegni istituzionali. L’On. Costa parlava poco fa della politica e del ruolo della politica. Non so quanto siano consapevoli i politici, però la missione reale della politica è quella di portare felicità alle persone (quell’amore a cui faceva riferimento l’On. Costa, fatto per il bene di tutti). C’è parecchio lavoro da fare al riguardo.

Ho invitato alcune persone che sono qui con me a questa conferenza stampa: la presidente della Federazione delle Donne per la Pace Mondiale in Italia Elisabetta Nistri; Mons. Luis Miguel Perea Castrillon Vescovo della Chiesa Anglicana Ortodossa d’Europa; la dott.ssa Rosanna Cerbo, Segretario Generale dell’Associazione Internazionale Karol Wojtyla; un ragazzo, Alessandro Cortellesi che studia Relazioni Internazionali, interessato a UPF e il dott. Angelo Lucarella avvocato tributarista, docente universitario ed esperto giurista del World Justice Project. Tutti lieti di questo momento di condivisione.

Io sono qui nel nome di Universal Peace Federation, un’organizzazione internazionale accreditata nella ECOSOC delle Nazioni Unite, in General Consultative Status, il massimo livello delle NGO accreditate. UPF è un’organizzazione presente in 190 nazioni nel mondo. Sono anche qui a nome della Federazione delle Donne, che è altrettanto una NGO in General Consultative Status alle Nazioni Unite, presente in 120 nazioni nel mondo. Per la Federazione delle Donne sono Vicepresidente nazionale e sono stata anche delegata alle NU a Ginevra. Per UPF Italia sono responsabile delle Relazioni Esterne ed Internazionali e coordino Europa del Sud.

UPF ha 8 aree di lavoro o progetti (chiamati anche associazioni): 3 nella politica, il Summit Council for Peace con Capi di Stato e di Governo in carica e precedenti (ISCP), First Ladies (IAFLP) e l’Associazione Internazionale dei Parlamentari per la Pace (IAPP), l’area religiosa (IAPD) – la religione e la spiritualità sono importanti – attraverso l’Associazione Interreligiosa per la Pace e lo Sviluppo, il mondo della comunicazione con IMAP – Associazione Internazionale dei Media per la Pace, mondo economico (IAED) con Associazione Internazionale per lo Sviluppo Economico, l’Associazione Internazionale degli Accademici per la Pace (IAAP) e infine l’Associazione Internazionale di Arte e Cultura per la Pace (IAACP). Per Europa Sud coordino sette nazioni. Tutto il lavoro della ECOSOC, tra cui i Goal di Sviluppo Sostenibile, per noi costituiscono un mandato. Tanto lavoro che ci impegna continuamente.

Ciò che è importante ed emerge anche qui in My Emotion Life è un aspetto che mi è piaciuto molto ed è quello della complementarietà tra la realtà femminile e la realtà maschile. È vero che noi donne normalmente abbiamo una visione ampia a 360 gradi, l’uomo va più diretto sul punto, però servono entrambe le visioni: noi abbiamo la mano destra e la mano sinistra ed entrambe sono parte di noi stessi, è importante che ce ne rendiamo conto.

La missione e i valori fondanti di UPF sono: noi siamo un’unica famiglia umana creata da Dio o qualsiasi nome noi diamo alla realtà suprema. Noi siamo esseri di risultato, non siamo esseri causali: non sempre lo comprendiamo; le realizzazioni più grandi di uomini e donne insieme ruotano nella spiritualità e in quelli che sono i valori e gli sviluppi morali ed etici e non sempre lo consideriamo pur essendo parte di noi e delle nostre radici; La famiglia è una scuola d’amore e attraverso le esperienze ed anche il lavoro svolto da My Emotion Life avete a che fare con tante realtà e situazioni come noi appartenenti ad ambienti diversi.

Il mondo delle emozioni è qualcosa di importante che ha molto a che vedere con la pace, con la verità, con la bontà e soprattutto anche con la bellezza. Il fatto che voi ora avete a che fare anche con l’arte sottolinea che l’arte è la massima espressione di quella che è la creatività e la bellezza che esiste dentro di noi ed è significativo: aiuta soprattutto le donne, non escludo gli uomini, a far emergere ciò che è tanto nascosto dentro di noi.

Abbiamo molto in comune a prescindere dal tipo di attività che svolgiamo, che sia il lavoro, la passione, come occupiamo il nostro tempo libero. Mi è piaciuto molto anche un altro aspetto, quello di esprimere l’amore incondizionato.

Ho tralasciato un particolare importantissimo: forse alcuni di voi già lo sanno. I fondatori di tutte le nostre organizzazioni sono i coniugi Moon, nati in quella che allora era la nazione di Corea unita, adesso è divisa in Corea del Nord e Corea del Sud. Lui non è più presente ed è stato un leader religioso. Lei, dott.ssa Hak Ja Han, sta portando avanti la sua eredità, peraltro formata insieme con il marito.

Tengo a sottolineare, per il contesto nel quale siamo qui adesso, il grande lavoro fatto nel nome della pace, nel nome della sorellanza, nel nome dei principi fondamentali: la collaborazione interreligiosa, lavorare con iniziative di pace per la riunificazione della terra di Corea, il riconoscimento umanitario con lo stabilirsi del premio SunHak Peace Prize, equivalente al Premio Nobel per la Pace. La dott.ssa Hak Ja Han Moon è stata appena candidata a ricevere il Premio Nobel per la Pace. Insieme al marito hanno fondato più di 650 organizzazioni nel nome della pace che occupano tutti i settori sociali (culturale, educativo, religioso, politico, artistico etc.), il riconoscimento e l’impegno a livello mondiale alle Nazioni Unite, le iniziative al trentottesimo parallelo, attività di Diplomazia Culturale.

In questo momento noi stiamo trattando proprio questo, la diplomazia culturale; il fatto che stiamo cercando di tirar fuori il meglio da ciascuno di noi per aiutarci e aiutare è importante. La pace è qualcosa di interno che deve emergere, ciascuno di noi è invitato a fare in modo che ciò emerga; le nostre battaglie, la nostra sofferenza come donne, sono conquiste nella nostra vita che possono aiutare anche chi ha più difficoltà a uscire da un certo ambito a farsi coraggio: il primo passo è proprio quello di tirare fuori il coraggio, qualcosa che a me non è mancato.

Sono stata molto timida quando ero adolescente e ho capito che dipendeva da me cambiare. Quello che sto cercando di fare attraverso mille impegni e non sono capace di dire di no, a volte è difficilissimo. Questo premio per me è stato totalmente inaspettato.

Vorrei dire che qualsiasi riconoscimento noi riceviamo è sì un riconoscimento per il cammino fatto fino a questo momento, ma è anche un impegno per tutto quello che poi deve essere fatto, perché problemi e barriere da rompere ce ne sono tante e le donne lo sanno molto bene. Non per caso sono proprio le donne a partorire ed essere madri, un ruolo importante e significativo che hanno e che ha molto a che fare con la pace, i diritti umani e il superamento delle barriere.

Credo che qui insieme noi lo possiamo capire; tutti insieme siamo desiderosi di collaborare e di impegnarci per raggiungere obiettivi piccoli o grandi che siano. Grazie.”

Intervento di Maria Gabriella Mieli alla Cerimonia del Premio Sorellanza – Nola, 9 maggio 2026

“Buonasera a tutti. Non ho il piacere di conoscere ciascuno di voi, non ancora, e spero che col tempo ciò avvenga. Oggi è l’inizio e auspico che ci siano anche altre opportunità per condividere quello che c’è dentro di noi, il meglio che c’è dentro di noi, e farlo emergere.

Ciò che ho iniziato a fare quando mi sono occupata di organizzazioni per la pace, tra le altre Universal Peace Federation e Federazione delle Donne per la Pace, (qui tra noi nel pubblico c’è la responsabile della regione Campania), è stato concentrare le nostre energie per recuperare la dignità umana, soprattutto la dignità della donna.

Uno dei compiti che credo ciascuno di noi abbia, indipendentemente dal fatto che sia uomo o donna, a maggior ragione donna, è: “Riportiamo alla piena consapevolezza umana il valore originale e la bellezza originale della donna!”.

Ciascuno di noi ha delle incredibili capacità e talenti dentro di sé. A volte però noi non conosciamo quali sono questi talenti, sono talmente nascosti, talmente profondi, che è difficile fare emergere tutto il potenziale che c’è dentro di noi.

Però, una riflessione voglio condividerla: io sono una persona che crede, una persona che ha fede. Se vado ad analizzare come è stato creato il mondo, l’ultima cosa che Dio ha creato sono stati gli esseri umani, e l’ultima creazione è stata proprio la donna. La creazione è un immenso atto d’amore: non è a caso che sia proprio la donna a partorire: non è un caso, credo, che il massimo livello d’amore nella concentrazione della creazione sia stato proprio espresso nella creazione della parte femminile dell’universo.

Ed è anche vero che noi donne diciamo l’altra metà del cielo quando ci rivolgiamo a voi. E voglio sottolineare a tal riguardo una cosa che mi è piaciuta molto quando sono entrata più a contatto con Stefania, ovvero la condivisione di uno dei contenuti di riferimento al premio, che include l’aspetto della complementarità tra uomo e donna.

Ciascuno di noi, uomo e donna, ha delle caratteristiche diverse, che sono però complementari tra loro; quindi, è giusto che emergano le nostre diverse capacità, i nostri talenti diversi, unici. Il lavoro della pace inizia proprio da ciascuno di noi. Saper trovare queste sottili differenze e metterle insieme, a disposizione del bene comune è qualcosa di significativo e importante.

Io rifletto anche sul significato dei verbi: nello specifico, vogliamo essere o vogliamo avere? Vogliamo avere pace o vogliamo essere pace? È qualcosa di sottile: sicuramente vogliamo entrambe le cose, non c’è dubbio, però c’è una differenza nell’essere pace, perché in questo modo noi possiamo aiutare anche gli altri ad avere pace, per poi essere a loro volta pace.

Nella sorellanza io vedo proprio questo. E questo è il filo conduttore che ci ha unite. Sono veramente molto contenta di essere qui oggi a condividere tutto questo.

Il premio non è solo un riconoscimento per quanto svolto finora; il premio è un incoraggiamento a continuare questo percorso sempre meno irto e più agevole da fare insieme.

Grazie a tutti voi.”

Ringraziamenti

A conclusione della cerimonia, Maria Gabriella Mieli ha espresso un sentito ringraziamento a tutta la squadra di My Emotion Life e in particolare a Stefania Guarracino e a Giampiero Guarracino, definiti una sorella e un fratello acquisiti.

Ha inoltre rivolto la propria gratitudine ai genitori e agli antenati per la formazione ricevuta, al marito per il sostegno, alle persone che fanno parte del suo percorso di vita e ai fondatori delle organizzazioni per la pace alle quali dedica il proprio impegno, in particolare alla dott.ssa Hak Ja Han Moon, da lei indicata come esempio di dialogo, riconciliazione e costruzione della pace.

Un pensiero speciale è stato dedicato a tutte le donne premiate nel corso delle varie edizioni del Premio Sorellanza, considerate parte di un’unica famiglia fondata sulla solidarietà e sulla condivisione di valori comuni, nonché ai giornalisti Peppe Iannicelli e Nello Lauro per la loro umanità e vicinanza.