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UPF Italia partecipa al progetto HBM alla Sapienza di Roma

Il 22 settembre 2025, presso l’Università La Sapienza di Roma, la Universal Peace Federation Italia (UPF) ha partecipato al primo workshop coordinato dal titolo “HBM Project: Towards an Integrated Model of Sustainable Communication for the Agri-Food Sector”. UPF era rappresentata dalla Direttrice delle Relazioni Esterne e Internazionali, Maria Gabriella Mieli. Grazie alla sua esperienza nel settore del turismo e al suo impegno all’interno di due organizzazioni non governative, Maria Gabriella Mieli ha offerto contributi significativi basati sui valori fondanti di UPF: Interdipendenza, Prosperità reciproca e Valori universali condivisi. Il progetto “Modelling Business Communication with a Human(e) Touch (HBM)”, promosso dall’Università La Sapienza di Roma e coordinato dalla professoressa Viviana Gaballo e dalla professoressa Marie-Pierre Escoubas Benveniste, rappresenta un passo importante nel percorso di ricerca volto a ripensare la comunicazione d’impresa in termini di sostenibilità, giustizia sociale ed equità. L’incontro si è svolto presso il Dipartimento di Metodi e Modelli per l’Economia, il Territorio e la Finanza e ha visto la partecipazione di rappresentanti del mondo imprenditoriale, di ONG, ricercatori e docenti universitari provenienti da discipline diverse, tra cui economia, organizzazione aziendale, diritto, linguistica e sociologia. Il seminario interdisciplinare ha favorito un lavoro condiviso finalizzato alla co-creazione di un modello innovativo di comunicazione per il settore agroalimentare. Al centro delle discussioni vi è stata l’analisi dei fattori chiave che incidono sulla qualità e sull’impatto della comunicazione d’impresa, dalla trasparenza alla tutela dei diritti, dall’inclusione interculturale alla sostenibilità ambientale. Parallelamente sono stati individuati i primi Key Performance Indicators (KPI) per misurare l’efficacia delle strategie comunicative, attraverso strumenti concreti in grado di monitorare aspetti quali l’accessibilità dei messaggi, il coinvolgimento degli stakeholder e il rispetto della diversità culturale. Come hanno sottolineato le coordinatrici del progetto, il settore agroalimentare non riguarda solo produzione e consumo, ma costituisce un ecosistema che connette persone, territori e culture, e la comunicazione deve quindi diventare un ponte di responsabilità sociale, non un semplice strumento di marketing. I risultati del workshop confluiranno in un macro-documento condiviso, destinato a essere progressivamente arricchito dai contributi dei partner accademici e aziendali, con l’obiettivo di giungere alla definizione di un modello integrato di comunicazione d’impresa sostenibile, capace di guidare le aziende agroalimentari verso una cittadinanza d’impresa responsabile, attenta al benessere delle comunità e alla tutela dell’ambiente. Il progetto HBM conferma così la propria vocazione interdisciplinare e il suo impegno nello sviluppo di pratiche comunicative innovative, orientate non solo alla competitività economica, ma anche al valore sociale e culturale del cibo e delle filiere che lo producono.