Vai al contenuto

Matrimonio e famiglia: comunità d’amore, di vita e di pace

“Nella visione di pace sostenuta da UPF, la famiglia, intesa come l’unione di un uomo e di una donna che ne costituisce il fondamento, svolge un ruolo fondamentale nella formazione di ogni persona. Questo legame familiare è essenziale per connetterci alla più ampia dimensione sociale, con l’obiettivo di costruire armonia e pace”.
Con queste parole, Carlo Zonato, presidente di Universal Peace Federation Italia, ha aperto il webinar “Il dono dell’amore: matrimonio e famiglia”, che si è svolto giovedì 18 settembre 2025 organizzato dall’Associazione Interreligiosa per la Pace e lo Sviluppo (IAPD Italia).


Secondo di tre incontri pubblici del ciclo “Il corso e il valore della vita umana: dimensione spirituale e vita pratica”, il webinar ha visto la partecipazione di Barbara Aiello, Rabbina del Movimento Ebraico Progressivo; Francesco Canale, Pastore Evangelico di “Equippers Church”; e Maria Gabriella Mieli, Responsabile Relazioni Esterne di UPF Italia, moderatrice.
L’incontro è iniziato con la presentazione della rabbina, che ha coinvolto i partecipanti, invitandoli a immaginare di trovarsi immersi in un matrimonio ebraico. Ha chiesto loro di visualizzare una coppia di sposi davanti a lei, pronti a unirsi in matrimonio, in una celebrazione affascinante e carica di significato.
Dopo questa introduzione evocativa, ha iniziato a delineare i significati simbolici associati alla cerimonia nuziale ebraica. Ha spiegato che il matrimonio si svolge sotto la Chuppah, un baldacchino sostenuto da quattro pali, dove la coppia si presenta davanti al rabbino per celebrare il loro giorno speciale. Questa “copertura” è il luogo dove gli sposi ricevono la benedizione dell’officiante e simboleggia sia l’amore di Dio sia il tetto della casa che la coppia condividerà.
La rabbina ha poi illustrato il significato della promessa, evidenziando che durante questo momento gli sposi sono avvolti nel Tallit, definito anche scialle di preghiera, il quale rappresenta l’abbraccio amorevole di Dio. Si procede quindi con lo scambio degli anelli, la cui forma circolare simboleggia l’amore eterno e se uniti rappresenta il numero otto, un simbolo collegato alle lettere del nome di Dio, Adonai.


Successivamente, l’officiante recita il contratto di matrimonio, noto come Ketubah, alla presenza di due testimoni. Vengono poi intonate le Sheva Brachot, o Sette Benedizioni, durante le quali la sposa compie sette giri attorno allo sposo, rappresentando la costruzione di un ambiente di pace, amore, sicurezza e protezione nella loro nuova dimora.
Poi, spiega la relatrice, gli sposi condividono un calice di vino, bevendone un sorso, in un gesto che simboleggia la loro unione. Dopodiché, lo sposo, seguendo la tradizione, rompe il bicchiere con il piede: ogni pezzo in cui si è frantumato rappresenta una benedizione e un anno di felice matrimonio.
In conclusione la rabbina ha evidenziato un aspetto centrale, quello dell’unione delle famiglie d’origine, simboleggiato dal gesto delle due madri che, sotto la Chuppah, avvolgono un cordone dorato attorno alle mani dei figli. Questa benedizione non solo unisce le famiglie, ma serve anche a ricordare il loro dovere di sostenere la nuova coppia nel suo cammino insieme.

È seguito l’intervento del pastore Francesco Canale che ha parlato del ruolo spirituale della famiglia nella società odierna, evidenziando la preoccupazione per l’uso disinvolto del termine “amore” e la percezione delle relazioni come “beni di consumo”.


Secondo l’oratore, la famiglia è il “Piano A” di Dio, componente fondamentale della società, “laboratorio primario” per trasmettere valori, formare la moralità e “cemento” per la vita, evidenziando che l’amore vero che dovrebbe unire i membri della famiglia non consiste solo nel ricevere, ma anche nel donarsi e sacrificarsi.
Il concetto di matrimonio è descritto da Canale come un’alleanza sacra e un impegno profondo in cui due persone si uniscono per diventare “una sola carne”, ciascuno rinunciando a una parte di sé a beneficio dell’altro. La funzionalità di una famiglia, prosegue il relatore, dipende dal desiderio di collaborare e dalla gestione costruttiva dei conflitti, che richiede comunicazione, ruoli chiaramente definiti e sostegno reciproco.
Il Pastore, citando la Bibbia, ha evidenziato che il vero successo di una persona non si misura attraverso i beni materiali acquisiti, ma piuttosto attraverso i figli, che rappresentano il valore e l’eredità del nostro passaggio sulla Terra.
Ha spiegato che quando le persone gli chiedono come riesca ad andare d’accordo con gli altri, risponde che per lui stabilire buoni rapporti non è un processo automatico. Questa affermazione tende a sorprendere, ma Canale chiarisce che creare un clima armonioso nelle relazioni non è frutto del caso né di una formula magica; è piuttosto di una decisione intenzionale, una scelta consapevole.
In conclusione, il Pastore ha espresso la speranza che il Signore aiuti a riscoprire e apprezzare il meraviglioso dono del matrimonio, della famiglia e dell’amore. Questi aspetti della vita non dovrebbero essere percepiti come un peso legato al sacrificio; dovrebbero invece essere visti come elementi che possono arricchire la nostra esistenza e il mondo che ci circonda. Lungi dall’essere una limitazione, rappresentano la più significativa chiamata e la più grande gioia che possiamo sperimentare su questo pianeta.
Durante il dibattito successivo, i presenti hanno concordato che la crisi dei valori familiari in una società che pone sempre più enfasi sull’individuo è generata dalla scelta di “escludere Dio dall’unione matrimoniale”, riducendo il matrimonio a un semplice contratto civile senza il suo elemento fondamentale.
Intervenendo, la moderatrice Mieli ha osservato che , nonostante possiamo seguire diversi percorsi spirituali, c’è molto da apprendere da ognuno di essi, specialmente riguardo ai riti come i matrimoni . Queste esperienze ci forniscono importanti spunti di riflessione e ci assistono nella comprensione del Creatore che ha tracciato questo percorso per noi.
In conclusione, Carlo Zonato ha ricordato il messaggio del cofondatore di UPF, il reverendo Moon, il quale ha descritto la famiglia come un “campo di allenamento per il cuore” e un “manuale d’istruzioni per stabilire una connessione con Dio”. In particolare, la madre è vista come “il cuore della famiglia” e, per estensione, la famiglia rappresenta “il cuore del mondo”.
L’incontro è terminato con un forte appello a rinnovare la speranza e la fiducia nella famiglia, ponendo l’accento sul suo ruolo di pietra angolare della società.