“Sostenibilità ambientale per una cultura della pace”, è il tema del webinar organizzato lunedì 24 febbraio 2025 dal “Peace Forum” di Universal Peace Federation (UPF Italia), nell’ambito del ciclo d’incontri “Essere Costruttori di Pace”. All’incontro sono intervenuti Mario Salomone, Segretario Generale WEEC NETWORK, Rete Mondiale di Educazione Ambientale; Paola Iotti, Presidente Delegazione LOMBARDIA e Carlo Zonato, Presidente di UPF Italia, moderatore.

Salomone ha aperto il suo intervento evidenziando l’importanza dell’educazione ambientale in un contesto di crisi globale, definita ‘policrisi’, che include crisi ecologiche, politiche e climatiche. Ha evidenziato che l’educazione ambientale deve essere vista come un approccio olistico che considera l’interdipendenza tra l’umanità e il pianeta.
Ha spiegato che l’interdipendenza è un concetto chiave nell’educazione ambientale, che implica una connessione profonda tra le azioni umane e i processi naturali.
Questa interconnessione richiede un’educazione che non si limiti alla trasmissione d’informazioni, ma che incoraggi anche l’ascolto e l’apprendimento reciproco. Salomone ha tracciato una breve storia dell’umanità, evidenziando come le varie rivoluzioni, agricola, industriale, digitale abbiano trasformato le società e creato disuguaglianze. Ha rilevato che la storia umana è caratterizzata da un continuo cambiamento e che le attuali sfide richiedono un nuovo modo di pensare e agire.
Ha parlato della necessità di un’educazione interdisciplinare e transdisciplinare, che superi i confini delle singole discipline per affrontare le complessità del mondo attuale. Ha sottolineato che l’educazione ambientale deve includere anche il sapere tradizionale e indigeno, riconoscendo l’importanza delle esperienze locali. Il relatore ha criticato l’idea di una crescita economica illimitata su un pianeta con risorse finite, citando il rapporto del Club di Roma sui limiti alla crescita. Ha avvertito che la continua espansione delle attività umane sta superando i limiti ecologici e sociali, portando a conseguenze devastanti.
Ha evidenziato come le spese militari sottraggano risorse vitali alla gestione ambientale e alla salute pubblica, e come le guerre siano spesso scatenate da conflitti per il controllo delle risorse naturali. Ha affermato che le tematiche della sostenibilità e della pace devono essere affrontate insieme, poiché le cause e le soluzioni sono interconnesse.

La professoressa Lotti ha condiviso la sua lunga esperienza come educatrice, ponendo l’accento sul suo contatto quotidiano con i giovani e il loro crescente senso di responsabilità riguardo alle problematiche ambientali. Ha descritto come i ragazzi spesso si sentano sopraffatti dalla gravità delle sfide che devono affrontare.
Ha enfatizzato che l’educazione non dovrebbe limitarsi a trasmettere conoscenze, ma concentrarsi sullo sviluppo delle competenze necessarie per affrontare il futuro. Ha citato le competenze chiave identificate dall’Unione Europea, come il pensiero critico, la collaborazione e la capacità di problem solving.
Lotti ha parlato dell’Agenda 2030 e dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, in particolare l’obiettivo 4, che riguarda l’istruzione di qualità e la promozione di una cultura di pace e inclusione. Ha sottolineato l’importanza di educare i giovani alla diversità culturale e alla cittadinanza globale. Ha introdotto il concetto di transdisciplinarietà, spiegando come quest’approccio educativo permetta di affrontare la realtà da molteplici punti di vista. Ha utilizzato la metafora della cena per illustrare la differenza tra multidisciplinarietà, interdisciplinarietà e transdisciplinarietà, evidenziando l’importanza della collaborazione e della co-creazione.
Lotti ha discusso come l’educazione alla sostenibilità debba essere integrata nel curriculum scolastico, non solo per quanto riguarda l’ambiente, ma anche in relazione all’economia e alla società. Ha rilevato la necessità di sensibilizzare i ragazzi riguardo al recupero delle risorse e alla consapevolezza delle interconnessioni globali.
Ha terminato il suo intervento parlando dell’importanza di promuovere valori comuni come l’equità e il rispetto per gli altri.
Ha fatto notare che l’educazione deve andare oltre le aule scolastiche e coinvolgere le famiglie e le comunità, affinché i giovani possano crescere in un ambiente che supporti la loro formazione come cittadini globali.
Entrambi i relatori hanno messo in evidenza l’urgenza di affrontare le sfide ambientali e sociali attraverso un’educazione che promuova la consapevolezza, la responsabilità e la collaborazione. Hanno sottolineato la necessità di un cambiamento culturale profondo che coinvolga tutti i livelli della società, dai giovani alle istituzioni, per costruire un futuro sostenibile e pacifico.