Vai al contenuto

Famiglia Strumento di Pace: una Sfida del Nostro Tempo

 

Organizzato da Universal Peace Federation (UPF Italia) e dalla Federazione delle Donne per la Pace nel Mondo (WFWP Italia), con il patrocinio e la collaborazione della Città Metropolitana di Roma Capitale, l’incontro ha inteso celebrare la Giornata Internazionale della Famiglia 2024.

“Il titolo del convegno è di grandissima attualità e ci offrirà moltissimi punti di vista”. Con queste parole Pino Nazio, giornalista RAI, sociologo e moderatore ha aperto i lavori, dando poi la parola a Eugenio Bisceglia, Vicepresidente della Camera Minori e Famiglia di Tivoli, per i saluti istituzionali.

 

Tavolo relatori in onda videopresentazione UPF 2 11zon

 

 

Per Bisceglia “ormai non c’è più la famiglia di un tempo. Abbiamo tanti tipi di famiglia”. Ma la famiglia c’è, ha osservato, e “ahinoi, se perdessimo il senso della famiglia!”. Ha ricordato i numerosi mali che affliggono l’istituto familiare, l’importanza dell’alleanza scuola-famiglia per l’educazione dei ragazzi e le parole di Giovanni XXIII: Dio ha affidato alla famiglia il compito di rendere domestico il mondo, affinché tutti giungano a sentire ogni essere umano come fratello.

Officiale del Tribunale della Rota Romana, Mons. Francesco Ibba ha spiegato che “in questo tribunale difendo innanzitutto il vincolo matrimoniale, che è particolare perché rivelato dall’alto”. Il termine vincolo “nasce dalla cultura contadina agreste: è legare, abbracciare, proteggere le viti”. Certo, è anche prigione, ricorda, ma il legame coniugale fecondo alla fine scioglie il vincolo della prigione e restituisce la libertà. Ha paragonato i giovani e i figli ai virgulti che crescono con la pazienza e la relazione d’amore e ricordando che la liturgia parla di vincolo della carità, che è la parola più alta nel contesto ecclesiale.

Pierluigi Sanna, Vicesindaco della Città Metropolitana di Roma Capitale ha evidenziato “il profondo smarrimento e la grande solitudine delle persone” che per l’oratore possono essere superati “aumentando la conoscenza, lo studio e partecipando a momenti come quello presente”. Ha poi spiegato che quando celebra i matrimoni civili per sensibilizzare gli sposi che sono anche cittadini, ricorda loro che alla base delle istituzioni, di cui spesso ci si lamenta, c’è l’istituto familiare. Terminando, ha auspicato che “la famiglia sia posta al centro di un approfondimento sempre più ampio e più complesso”.

“La pace – ha ricordato Ada Marseglia, rappresentante della Federazione Internazionale Donne Giuriste FIFCJ – ci interroga soprattutto in questo tempo in cui è messa in crisi dal dilagare della violenza e dalla guerra”. Per la relatrice “la famiglia rappresenta una fondamentale comunità educante, un’attiva protagonista che promette e testimonia i valori del rispetto e della dignità della persona, un’insostituibile scuola di pace. Valore che si potrà costruire mediante una nonviolenza attiva e creativa, in grado di prendersi cura delle relazioni umane e della casa comune che è il mondo”.

 

 

Partecipanti Convegno Sala Consiliare Città Metropolitana Roma Capitale 1

 

 

Per Carlo Zonato, presidente di UPF Italia, la famiglia e l’etica familiare sono il denominatore comune che può armonizzare le culture e le fedi, ed essere strumento di pace. “Il nucleo familiare – ha evidenziato – è l’ambiente, dove impariamo a maturare affettivamente attraverso i ‘quattro regni del cuore’: i figli sviluppano il senso del rispetto e della pietà filiale; tra fratelli s’impara l’uguaglianza e la fraternità; l’amore di coppia è basato sulla fedeltà e sulla dedizione reciproca; e i genitori imparano a vivere per la loro famiglia con una devozione incondizionata e grande senso di responsabilità”. Attraverso questi livelli di cuore, ha spiegato, il nostro carattere cresce sempre più altruista e responsabile. La presentazione di Zonato ha incluso un filmato esplicativo delle attività internazionali di UPF.

“La famiglia mafiosa è per sua natura violenta”, spiega Marisa Manzini, Sostituto Procuratore Generale di Catanzaro, e “la donna assume un ruolo essenziale perché educa i figli in base ai disvalori propri delle cosche, perpetuando l’organizzazione criminale”. “Sono convinta che le mafie possano cambiare se le donne prenderanno sempre più consapevolezza che i loro figli finiranno in carcere o addirittura ammazzati e che c’è dell’altro al di fuori delle loro famiglie improntate alla violenza”. Per Manzini la società, e soprattutto la scuola, hanno il compito di consentire ai giovani di queste cosche di rendersi conto del terribile futuro che li aspetta e della differenza che c’è tra vivere in una famiglia di mafia e in una normale.

Giovanni Galeota, avvocato, membro della Comm.ne Giustizia della Camera dei Deputati, prendendo la parola ha citato una delle frasi più celebri di Madre Teresa di Calcutta: “Che cosa puoi fare per promuovere la pace nel mondo? Vai a casa e ama la tua famiglia”. Ha proseguito facendo notare le recenti metamorfosi dell’istituto familiare: da nucleo coeso e unito nel matrimonio, sostanzialmente ecclesiastico, fino alle unioni civili e quelle tra persone dello stesso sesso. Galeota ha parlato della sfida giuridica dei nostri tempi, “rappresentata dalla necessità di adeguare la legge a questi cambiamenti che sono spesso anche molto repentini e diversi da quelli di secoli di storia antecedente”.

 

 

Carlo Zonato Presidente UPF Italia 4 11zon

 

 

Secondo Marina Meucci, avvocato, esperta di Diritto di Famiglia e Minori, “il diritto minorile è stato troppo sottovalutato nel corso dei secoli, ma vale la pena occuparcene perché i minori rappresentano il nostro futuro”. Parlando della riforma Cartabia ha evidenziato come il diritto all’ascolto del minore in merito all’adozione abbia in essa un’ampia risonanza e lo renda obbligatorio. “Devo dire che la riforma del nostro diritto di famiglia a opera della Cartabia è in sostanza una grande riforma, molto positiva”. Ha però ricordato che per coloro che vivono tutti i giorni in tribunale, ci sono ancora problemi irrisolti riguardo all’affido dei minori, che andrebbero affrontati al più presto.

Maria Pia Turiello, Criminologa forense osserva che “la famiglia considerata da sempre un territorio protetto, luogo della solidarietà e del rispetto dovrebbe rappresentare il gruppo sociale meno aggredibile dalla conflittualità”. Ma la violenza intrafamiliare esiste, è quotidiana e attraversa età, genere, condizioni socioeconomiche e culture diverse. Per la relatrice è fondamentale che coloro che decidono di costituire una famiglia siano consapevoli dell’impegno e delle responsabilità che questa decisione comporta. Parlando poi dei femminicidi ha menzionato i campanelli d’allarme che in queste situazioni si evidenziano fin dall’inizio e dell’importanza d’imparare ad ascoltare e a dare una mano, perché anche l’indifferenza porta a queste tragedie.

Presidente WFWP Italia, Elisabetta Nistri ha parlato del “prezioso contributo della donna in famiglia e nella società”, non sempre riconosciuto, e ha osservato come non si parli a sufficienza del ruolo affettivo ed educativo della mamma. Nella nostra società ha rimarcato “la decisione di fermarsi per pensare a una gravidanza, è una scelta molto coraggiosa”, e come affermato da Papa Francesco, la donna non dovrebbe essere costretta a decidere tra maternità e posto di lavoro. Per Nistri “maternità e genitorialità non sono importanti solo per i figli, ma anche per i genitori, perché sviluppano l’attitudine di prestare attenzione ai bisogni dell’altro”. Un’esperienza che matura e responsabilizza e che può essere riportata nel mondo del lavoro.

Liana Doro, avvocato, esperta di Diritto di famiglia, dopo aver spiegato che nella sua attività ultraventennale “la priorità è sempre stata quella di mettere al centro il minore e il suo bene”, ha raccontato di un caso che ha seguito. Riguardava una coppia di giovani che dopo un lungo iter giudiziario avevano deciso per la loro bambina l’affidamento paritetico, suffragati dal parere positivo della psicologa. Usato pochissimo in Italia perché gli psicologi sono di diverso parere e perché rispetto ai congedi parentali siamo ancora molto indietro rispetto all’Europa, per l’avvocato “l’affidamento condiviso paritetico può essere la forma più adatta al minore in questi tempi e deve essere preso in considerazione”.

Scrittore, giornalista di Radio Vaticana e operatore di pace, Filomeno Lopez ha iniziato affermando di voler “condividere un punto di vista sulla mia cultura africana dove il problema intergenerazionale ed educativo è di capitale importanza”. Per Lopez “il modo migliore di rendere omaggio alla famiglia è far sì che la dipartita dei nostri anziani non sia una biblioteca che brucia”. Attraverso l’etica dell’ascolto, del guardare e dell’imparare prima della loro scomparsa, i giovani hanno la possibilità di ereditare tutto il loro sapere, di dire che sono sempre presenti e che possono contare su di loro. In chiusura ha ricordato che “se ci vogliono semplicemente due genitori per fare un figlio, serve un villaggio, che è un universo in miniatura, per educarlo”.

Per Elisabetta Scala, Vicepresidente nazionale e responsabile dell’Osservatorio media Moige “in questi ultimi anni l’immagine della famiglia e in particolare della maternità è sempre più spesso al negativo”. Si crede che l’emancipazione femminile “possa avvenire soltanto se la donna si libera, tra virgolette, della sua maternità”. L’appello che la relatrice ha voluto lanciare è di “ricominciare a parlare in maniera positiva non solo alla società, ma soprattutto ai nostri giovani, di quanto investire nella maternità e nella paternità non è rinunciare, ma è crescere come persone ed è un bene per tutta la società”. Una comunità che non ha bambini, ammonisce, non ha futuro e non spera, mentre “quanti più bambini ci sono tanto più ci sarà crescita”.

Marco Respinti, già direttore di International Family News, spiega che la famiglia è “il luogo perfettamente adatto all’umano. È il luogo dove la vita è data e viene accolta, ed è il luogo dove la vita viene accompagnata a diventare vita consapevole, coscienza, persona”. Per Respinti “la famiglia può dare la vita soltanto come unione di un essere umano maschio e di un essere umano femmina, cioè di una persona maschio e di una persona femmina”. In conclusione “è questa la consegna politica più importante: che la famiglia possa essere lasciata essere se stessa, risorsa cruciale per lo sviluppo pieno della persona e di quel vivere associato conseguente al datum della natura delle persone che chiamiamo ‘pace’”.

 

 

Ambasciatori di Pace Dssa Marina Meucci dssa Ada Marseglia dott Angelo Lucarella 5 11zon

 

 

Agli avvocati e praticanti avvocati presenti sono stati riconosciuti tre Crediti Formativi dall’Ordine degli Avvocati di Roma

Nel corso di un aperitivo offerto da UPF, sono stati assegnati tre certificati di Ambasciatori di Pace agli avvocati Ada Marseglia, Marina Meucci e Angelo Lucarella.