Vai al contenuto

“Giustizia sociale e pace: interdipendenza, prosperità condivisa, valori universali.”

 

“Solo in una società giusta nella quale ogni persona è valorizzata, ha le stesse opportunità e vede rispettati i propri diritti, può realizzarsi una pacifica convivenza tra cittadini, popoli e nazioni” Con queste parole della senatrice Tilde Minasi si è aperto il convegno “Giustizia Sociale e Pace: Interdipendenza, Prosperità, Valori Universali”, svoltosi il 20 febbraio 2024, nella Sala Capitolare attigua al Chiostro del Convento di S. Maria sopra Minerva, presso il Senato della Repubblica, a Roma.

Organizzato su iniziativa della stessa senatrice in collaborazione con Universal Peace Federation (UPF Italia), con l’Associazione Internazionale dei Parlamentari per la Pace Italia e con la partecipazione di UNICRI, il convegno ha inteso celebrare la Giornata mondiale della Giustizia Sociale.

“Dove c’è armonia, benessere e prosperità, non c’è motivo di scontro”, ha proseguito la senatrice, auspicando che si continui a parlare di giustizia sociale e di pace per sensibilizzare le coscienze. Ha espresso preoccupazione per la violenza e la rabbia diffuse nella società e posto l’accento sull’importanza dei valori spirituali e morali per avere armonia nella dimensione sociale, economica e politica. Per la senatrice la giustizia sociale non è un’utopia, “basta lavorarci e impegnarsi in maniera seria e convinta soprattutto insieme con tutti coloro che portano avanti questi valori”.

Presentato da Marco Respinti, giornalista e moderatore, ha preso la parola Carlo Zonato, presidente UPF Italia, il quale dopo la proiezione di un filmato sulla federazione e i suoi progetti, ha spiegato che “per la visione di pace di UPF l’umanità è un’unica famiglia con un’origine comune, realtà non solo materiale, ma costituita di una parte interiore che ha come fulcro la dimensione del cuore”. Secondo Zonato la giustizia sociale deve avere come obiettivo la costruzione della pace, in particolare secondo le linee guida della cultura dell’amore e dei principi d’interdipendenza, prosperità condivisa e valori universali comuni che i fondatori di UPF, i coniugi Moon, hanno instillato nell’opera di promozione della pace. Sono valori, ha ricordato, per un mondo unito e in armonia; per un’unica famiglia umana di pace e giustizia sociale; e per una cooperazione fraterna nei campi etico, economico e politico.

 

 

 

 

Micaela Piredda, Sostituto procuratore della Repubblica, riferendosi all’articolo 3 della Costituzione ha rimarcato la necessità di “agire per rimuovere le barriere di genere, di razza, di sesso, di religione, di abilità e disabilità per realizzare la giustizia sociale” e ridurre la micro e la macro conflittualità. Ha poi ricordato che “la mancata eliminazione delle barriere mette le persone su piani differenti, favorendo la sopraffazione e spesso l’impossibilità delle vittime di poter reagire”. Da qui l’intervento repressivo della giurisdizione nell’ambito della giustizia sociale a favore di chi non può tutelare autonomamente i propri diritti. Terminando ha auspicato che si possa arrivare a “un intervento preventivo più che repressivo, eliminando le barriere all’origine per garantire giustizia e pace sociale”.

Marco Ricceri, segretario generale EURISPES, si è chiesto: “Che cos’è il sociale? E’ un sistema di assistenza che offre più servizi alle scuole, negli ospedali, nelle strade, o si definisce in termini d’inclusione, di comunità?”. E’ una domanda che rimane tuttora aperta, ha spiegato, sia per l’Agenda 2030 dell’ONU sia a livello europeo, perché “manca la voglia di operare una scelta politica su quello che è una ‘buona società’ e su come costruirla”. Ricceri è convinto che uno sviluppo sostenibile che raggiungesse successi in economia e nella tutela ambientale ma fallisse sul sociale, sarebbe inefficace. Per il relatore è necessario creare una situazione in cui la gente si senta parte di una comunità inclusiva, e individuare insieme un percorso possibile; parole chiave sono armonia sociale, culturale, dialogo e confronto.

 

 

FOTO 6 Presentazione filmato UPF

 

 

La senatrice Stefania Pucciarelli ha auspicato che l’Africa, per l’importanza che riveste a livello globale, non debba essere lasciata alle mire predatorie di Cina e Russia e che il ‘Piano Mattei’, rivolto a rinsaldare le relazioni economiche tra Italia e Africa, possa favorire giustizia sociale e diritti umani nel continente. Ha parlato degli effetti negativi per la nostra economia degli attacchi alle navi mercantili nel Mar Rosso e “le possibili ripercussioni sulla giustizia sociale e le disparità nel nostro Paese”. Si è detta preoccupata per l’aggressività nella società, per “l’aumento dei femminicidi, della violenza giovanile e della necessità di trovare nuove modalità d’intervento”. Concludendo “dobbiamo essere testimoni e vigili perché giustizia e coesione sociale siano mantenuti e accresciuti nel nostro Paese e nel mondo”.

Rappresentante UNICRI di Roma, Alessandra Liquori, si è soffermata sulla ‘governance digitale’- un aspetto decisivo per la giustizia sociale – e sulla ricerca di UNICRI riguardante l’interazione tra digitalizzazione, pace, giustizia e istituzioni forti, attestando che “il nuovo volto della disuguaglianza è digitale”. La relatrice ha poi riferito “che nel mondo al 2022 ottocentocinquanta milioni di persone non hanno avuto accesso ad alcuna forma d’identità legale, fondamentale per far avanzare almeno dieci su diciassette degli obiettivi dell’Agenda 2030”. Si è detta convinta che nonostante gli ostacoli, ci sono tutte le condizioni necessarie per garantire l’accesso all’identità legale per tutti. “Garantire a tutti uguali opportunità e una vita dignitosa non è solo un imperativo morale, ma una questione di sopravvivenza della nostra civiltà”.

 

“La giustizia sociale presuppone il superamento delle differenze – spiega Sergio De Nicola, sostituto procuratore generale – e finché ci sarà un gap economico così forte fra le aree del mondo, i conflitti saranno inevitabili”. Si è detto convinto che ognuno di noi nel suo ambito può operare per ridurre le differenze, aggiungendo che “al fondo dei conflitti c’è l’intolleranza per la diversità, che è invece una ricchezza”. Ha parlato dello strumento della mediazione che può ridurre il livello del conflitto attribuendo alle parti la dignità e il riconoscimento dovuti, e della grande soddisfazione quando con un intervento di tutti i protagonisti, il conflitto rientra. “Non è la decisione autoritaria del giudice che ristabilisce la giustizia, ma la condivisione e il sostegno alla giustizia stessa da parte di tutti i protagonisti del processo”.

Il senatore Manfredi Potenti ha riflettuto sull’esigenza di individuare da parte dell’Italia e degli altri Paesi comunitari – una volta ripresi i contatti diplomatici tra Ucraina e Russia e in Medio Oriente – le corrette modalità riparatorie per accelerare il soddisfacimento delle richieste delle parti per terminare definitivamente le conflittualità. Si è detto convinto “che ci si debba porre nell’ottica di ristorare intere comunità e che queste si sentano in qualche modo veramente soddisfatte del lavoro che la mediazione ha portato a termine nel loro interesse”. Il relatore ha auspicato che non si debba lasciare intentata alcuna azione per consentire una ripresa pacifica dei rapporti tra chiunque si sia posto reciprocamente in conflitto, per evitare che ci possano essere difficoltà anche a distanza di molti anni.

Per Luis Miguel Perea Castrillon, vescovo ordinario della Chiesa Episcopale Anglicana d’Europa, intervenuto dalla platea, “i messaggi potenti e importanti che abbiamo ascoltato devono lasciare un segno in ognuno di noi e non possiamo uscire da questa sala come se niente fosse”. Il presule ha poi esortato i presenti a prendere responsabilità e ad agire concretamente a sostegno della Giustizia Sociale e della Pace.

Franco Ravaglioli, vicepresidente di UPF Italia, nel messaggio conclusivo, dopo aver citato Madre Teresa di Calcutta, ha spiegato che UPF è una rete globale di costruttori di pace, nata dal sogno e dalla lungimiranza dei coniugi Moon. Ha terminato citando le parole della dott.ssa Hak Ja Han Moon, cofondatrice di UPF: “Prego affinché ci si unisca tutti insieme al fine di realizzare il sogno comune di pace e di giustizia per tutte le persone creando un’unica famiglia umana”.

 

 

FOTO 16 Gruppo partecipanti e relatori