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Dichiarazione dell'UPF sulla Giornata Internazionale della Pace 2011

dupf

New York, 21 Settembre 2011

“Dal momento che la guerra inizia nella mente delle persone, è nella mente delle persone che devono essere costruite le difese della Pace”
(Costituzione dell’UNESCO, 1945)

La Giornata Internazionale della Pace 2011 giunge in un momento in cui i popoli e le nazioni affrontano sfide di una gravità straordinaria. In questo momento, l’invocazione di chi ricerca la pace sembra svanire nel fracasso di confronti politici radicali, e le nostre speranze di pace sembrano oppresse da mille avvenimenti: crisi finanziarie, carestie, violenze nelle strade; e queste sono solo alcune delle realtà che ci vengono trasmesse dai mezzi di informazione.

Nel mezzo di queste tragedie e difficoltà, i nostri sforzi collettivi per promuovere una visione di pace in occasione della Giornata Internazionale della Pace indetta dall’ONU sono estremamente necessari.

Il tema di quest’anno è “Pace e democrazia: fate sentire la vostra voce”; ciò significa che la difesa e la pratica della pace non possono essere silenziose o passive. Sappiamo che in troppo luoghi nel mondo le voci di pace vengono controllate o represse. Le tecnologie digitali di comunicazione comunque rendono sempre più difficile sopprimere la libertà di espressione.

Allo stesso tempo sappiamo che le tecnologie da sole non possono realizzare una pace stabile. La fondazione della pace si trova nella qualità del carattere umano e dei rapporti umani; sono le nostre tradizioni morali e spirituali che, nel corso dei secoli ci hanno guidato alla comprensione delle nostre origini comuni, degli scopi comuni, del destino comune.

Di conseguenza mentre celebriamo questa giornata, teniamo a mente che la pace emergerà sulla fondazione di un risveglio morale e spirituale. In questo modo, quando alzeremo le nostre voci per poter essere ascoltati, non avremo una cacofonia discorde, ma una sinfonia di armonia e di bene che innalza, incoraggia, rispetta, e ci ispira ad agire al servizio degli altri.

La pace stabile e la crescita solidale della famiglia umana deriva dal riconoscere che siamo tutti fratelli e sorelle. Che siamo un’unica famiglia guidata da un unico Dio.

Teniamo a mente che l’elemento di base della società, del carattere morale e della cultura è la famiglia. La famiglia è la prima scuola dell’etica. La famiglia è la scuola in cui impariamo ad amare, rispettare e servire gli altri. Rafforzando il matrimonio e la famiglia, educhiamo i nostri figli a rispettare gli altri, stabilendo così una cultura di pace.

La religione ha una grande rilevanza ed un enorme significato negli sforzi fatti per raggiungere la pace e promuovere lo sviluppo. Allo stesso tempo riconosciamo che troppo spesso le voci religiose hanno sparso semi di paura, fanatismo e settarismo, contrari allo spirito ed all’insegnamento dei fondatori delle grandi tradizioni spirituali. Per questo motivo la religione è stata spesso una voce di conflitto e divisione.

A motivo di tali situazioni, in questa giornata internazionale dedicata alla pace è necessario che si sollevi la voce del dialogo interreligioso, del rispetto reciproco e della cooperazione. Solo a seguito di un aumento della consapevolezza spirituale può emergere una grande volontà collettiva volta a promuovere il benessere di tutti.

La legge da sola non può realizzare le riforme politiche, economiche e sociali; deve essere sostenuta da programmi efficaci di formazione, mirati alla promozione dell’educazione del carattere, della risoluzione dei conflitti, della realizzazione di una cultura di pace. Coloro ai quali viene insegnata l’importanza di rispettare i propri obblighi morali e le proprie responsabilità verso gli altri rispetteranno e vivranno per il bene più grande e per il bene degli altri.

In questa Giornata Internazionale della Pace, facciamo in modo che il mondo senta le nostre voci a difesa della pace, e costruiamo tutti insieme un mondo che rifletta le speranze e le aspirazioni che tutti condividiamo.