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Programmi Futuri

Bologna 10 settembre 2017 

Famiglia: Educazione e Benessere

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Relazioni

Discorsi

International Day of Families 2012

Relazione di M.me Bocar Arame B. WADE
1° Segreatario del Consolato Generale del Senegal - incaricata a  MILANO agli  Affari Sociali e la Promozione della Donna Senegalese in Italia

Darfo Boario Terme (BS) 19-20 maggio 2012


Signor Presidente della UPF Italia, Signore e Signori Ambasciatori di Pace, illustri ospiti e gentili Signore,
siamo tutti riuniti oggi per parlare della famiglia, un argomento che sta molto a cuore a tutti noi. E’ dunque con grande onore che condivido con voi le mia conoscenza ed i sentimenti in relazione all'importanza della struttura familiare Africana in generale, ed in particolare tra i nostri fratelli emigranti.

 

Per vedere un po’ più chiaro dobbiamo prima conoscere il luogo, l'importanza della famiglia in Africa. E 'essenziale sapere che l'africano prima di identificare se stesso come individuo, è definito prima dai gruppi trasversali sociali a cui appartiene. Spesso abbiamo sentito dire “appartengo” a tale etnia, clan, famiglia per citarne alcuni. La vita della singola esistenza è collegato alla comunità stessa, alle sue credenze ed alla  radice culturale.
La famiglia africana può quindi essere considerato come la pietra angolare dell'edificio sociale.
Nella cerchia familiare  si crea il legame con il passato, presente e futuro, ma è anche il contesto dove si interiorizzano ed assimilano i valori morali e sociali senza i quali non siamo in grado di maturare sempre più come esseri umani.
La famiglia è il crogiolo prima dell’umanità e della socialità poi, ma in quale modo allora, la comprensione del concetto di famiglia nei paesi occidentali, può essere così diverso dai valori familiari africani?
Ci sono alcune differenze in termini di percezione culturale o di famiglia tra gli occidentali e africani, in particolare mi riferisco alla comunità senegalese della quale mi occupo con il mio lavoro, che possono causare difficoltà di integrazione a diversi livelli:
In primo luogo vi è la violenza domestica tra i coniugi e/o la perdita dell’occupazione lavorativa.
Quando le autorità italiane dimostrano il verificarsi casi di violenza o di disoccupazione di un genitore, di solito procedono sottraendo i bambini dal nucleo familiare che vengono collocati in istituzioni specializzate. Questo modo di procedere entra in contrasto con la nostra tradizione e cultura. La forma migliore in questi casi, secondo la nostra tradizione africana, è sempre quella di favorire il dialogo e la consultazione con il saggio del clan. Il ricorso alla giustizia deve avvenire come ultima risorsa.
C’è anche la difficoltà del riconoscimento degli attestati di studio senegalese da parte dello Stato Italiano. La conseguenza di questo è la difficoltà dei nostri cittadini a trovare un occupazione per sostenere le proprie famiglie ed in generale i propri bisogni.
Inoltre, la mancanza di occupazione femminile, unita ad una insufficiente formazione, genera frustrazione tra le donne e favorisce l’incremento del tasso di separazione e divorzi, in considerazione del fatto che le donne si sentono isolate e senza reddito.
Infine, le famiglie migranti non sono sufficientemente consapevoli dei loro diritti e dei loro doveri.
Per fornire una soluzione alle difficoltà riscontrate, dobbiamo preparare meglio le famiglie con una più efficace collaborazione tra lo Stato italiano e quello del Senegal, per trovare insieme tutte le azioni migliori da praticare.
Nel 2004 le Nazioni Unite hanno organizzato a Cotonou (Benin) una conferenza sulla famiglia.  Da questo ne è seguito che sono state adottate strategie di attuazione, sorveglianza e valutazione del piano d'azione sulla famiglia in Africa. In tale ottica, l'Atto costitutivo dell'Unione Africana (UA) ha inoltre espresso la volontà di affrontare le sfide molteplici che i continenti e i popoli devono affrontare, a causa dello sviluppo socio-economico e politico che avvengono nel mondo.
Da parte mia, come una donna, madre, lavoratrice e attrice nello sviluppo economico e sociale del mio paese, la famiglia è parte dei miei valori fondamentali.
E' anche una fonte di infinito e innegabile felicità, amore, speranza e sicurezza.
Sì! famiglia mi ha reso forte, solidale, sensibile al mio ambiente, più “umana” e rispettosa verso gli altri, e sono convinta che questo sia lo stesso per voi.
Infine, voglio concludere il mio intervento ringraziando lo Stato italiano per ogni sforzo profuso per agevolare l'integrazione delle famiglie senegalesi e del loro sviluppo sociale ed economico. Qui in Italia abbiamo trovato il valore dell’ospitalità, la condivisione, l'accettazione degli altri ed il rispetto reciproco.
Questa è una occasione per me per congratularmi e incoraggiare la UPF, per le numerose attività da essa attuate, per promuovere la pace nella famiglia e nel mondo.