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Relazioni

Discorsi

Intervento di Franco Bucarelli

San Marino, 16 Aprile 2011

Io partirò da un dato importantissimo, ricavato dal centro studi del Ministero della Pubblica Istruzione: oggi, in Italia, abbiamo nelle nostre scuole, asili, elementari e medie circa un milione di bambini stranieri su una popolazione scolastica di circa 7 milioni.

 

È un numero sorprendente e diventerà sempre più tale. La maggior parte sono albanesi, rumeni, marocchini e cinesi e così via….

 

Bene, partiamo da questo dato, importantissimo, perché questi bambini stranieri si sono già perfettamente integrati nella nostra società ed essi rappresentano una parte del futuro di questa nazione. È un dato evidente.
Parlano perfettamente i nostri dialetti, vedono la nostra televisione, gli stessi film ed ascoltano la nostra musica.

Dunque sono cittadini italiani futuri, ai quali bisogna prestare molta attenzione. Sono i futuri ambasciatori di un’integrazione etnica e multiculturale, perché la maggior parte di questi bambini, nelle loro famiglie, praticano la loro religione di origine e sarebbe un errore gravisssimo cercare di convertirli, perché la libertà dell’individuo nasce insieme al primo vagito. Non solo, ma la loro testimonianza di fede rappresenta un prezioso scambio culturale con i coetanei.

Bene, abbiamo detto che sono futuri cittadini italiani. Allora, perché non concedere loro la cittadinanza al momento della nascita sul nostro territorio?

Perché aspettare che compiano 18 anni e magari aspettare ancora qualche anno, prima di sentirsi uguali a tutti gli altri cittadini italiani?

È innegabile che, sebbene perfettamente integrati nella nostra società, sia con le loro famiglie e sia nelle scuole che frequentano, questi bambini continueranno a sentirsi “diversi” , fino a quando non si sentiranno e saranno completamente parte integrale di questa nazione.

Dunque oggi, da questo congresso, parta una proposta positiva, se vogliamo dare un contributo a questo nuovo modello d’integrazione: dare la cittadinanza ai bambini stranieri che nascono in Italia.

Ormai non c’è dubbio che, anche nei paesi più lontani di Europa, tra qualche anno avremo società multi-etniche. Non c’è  più posto per ideologie razziali, ma bisogna convincersi che andiamo verso una società globale di razze e di religioni, che costituirà quella grande ed unica famiglia, sotto la protezione di quell’unico Dio proclamato dalla Federazione Universale Per la Pace.