Quello che tu puoi fare è solo una goccia nell'oceano,
ma è ciò che dà significato alla tua vita
Albert Schweitzer      

Newsletter



Receive HTML?

Joomla Extensions powered by Joobi

Programmi Futuri

 

We have 267 guests and no members online

Relazioni

Discorsi

Giuseppe Malpeli: Coscienza etico sociale e nuovi modelli di cittadinanza multiculturale

San Marino, 16 Aprile 2011


L'educazione dovrebbe comprendere un insegnamento primario e universale che verta sulla condizione umana. Siamo nell'era planetaria; un'avventura travolge gli umani, ovunque essi siano: devono indipendentemente dalla loro provenienza riconoscersi nella loro comune umanità, e nello stesso tempo devono riconoscere la loro diversità individuale e culturale. 

La necessità di un'etica della convivenza che favorisca il controllo e lo scambio tra le culture, è divenuta ineludibile. L'impatto troppo immediato con civiltà diverse portatrici di concezioni del mondo molto differenti a quella occidentale, genera insicurezza e alimenta profondi conflitti interiori. La reazione negativa costituisce spesso una forma di difesa dinanzi a una grande condizione di fluidità che mette seriamente a repentaglio l'identità soggettiva e collettiva. Con-vivere in un luogo fisico e mentale multiculturale significa misurarsi costantemente con una nuova etica-sociale con lo scopo di:
    facilitare soprattutto attraverso l'educazione, un pensiero privo di sistemi di pregiudizio. L'Occidente ha infatti coltivato a lungo la pretesa che la propria cultura fosse quella vera e che perciò la visione del mondo e dell'uomo in essa contenuta dovesse ritenersi migliore. Da una visione etnocentrica fondata sulla difesa, è necessario spostarsi a una visione nuova che sappia cogliere un modello di meticciato che è parte costitutiva di ogni persona e di ogni popolo;

    non omologare. La cultura di massa è una cultura indifferenziata, che tende a omologare la vita secondo standard di consumo destituiti di pregnanza simbolica e di forza aggregante. In questo senso è necessario rivedere il concetto di cultura e sostituirlo con quello di culture migranti;

    gestire i conflitti. Una nuova etica sociale deve sviluppare nelle persone la capacità di stare dentro i conflitti senza demonizzarli; deve concorrere alla loro rielaborazione positiva, trasformandoli in occasione positiva per la ricerca di nuove forme più allargate di comunione;

    infine dare fiducia, avere speranza. In principio vi era la gioia non la
disperazione, la benedizione non la maledizione. La coscienza e la
conoscenza diventano imparentate.

L'etica rimane problematica, cioè pone un problema che dà da pensare.
( E.Moren)

Giuseppe Malpeli- Università Modena-Reggio Emilia