Quello che tu puoi fare è solo una goccia nell'oceano,
ma è ciò che dà significato alla tua vita
Albert Schweitzer      

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Nazionali

Sport e Diritti Umani Monza 26 novembre 2016

“La cultura sportiva? Inutile lamentarsi dicendo che in Italia non c’è, la cultura sportiva non è un dato di fatto ma qualcosa che sta a ciascuno di noi creare e plasmare. Ed è gisuto che ci impegniamo a farlo, a tutti i livelli, su piccola e grande scala”. Queste le parole iniziali di Josefa Idem, intervenuta sabato 26 novembre, al convegno Sport e diritti umani, organizzato all’Urban Center di Monza dalla UPF. La campionessa olimpica, ora senatrice, che detiene il primato di aver partecipato a ben otto edizioni dei Giochi, ha aperto i lavori dopo l’introduzione di Silvano Appiani, delegato allo sport del Comune di Monza, e del messaggio del Sindaco Roberto Scanagatti. 

Molti gli interventi - tra relazioni e semplici testimonianze sull’interazione tra sport e diritti umani, come quella di Alex Djomo Wafo, ex calciatore della nazionale del Camerun, sottolineati dagli applausi del numerosissimo pubblico - che hanno ricordato a tutti come sia possibilecreare un dialogo tra i popoli attraverso l’attività sportiva. Il dibattito che ha preso forma è stata l’occasione per parlare di sport come strumento di integrazione e accoglienza, anche attraverso le testimonianze di ragazzi e ragazze provenienti da paesi e da culture differenti, che hanno spiegato ai presenti il valore della pratica sportiva per chi come loro è costretto ad attraversare momenti difficili. 

1.Dino_Dolci_Josefa_Idem_e_Carlo_Chierico
2.Carlo_Zonato_e_Antonio_DOvidio
3.convegno_sport_e_diritti_umani
4.Carlo_Zonato_e_Dalia_Saad
5.I_Patrini_squadra_campione_baseball_per_ciechi
6.Carlo_Zonato_e_Francesca_Radaelli
7.Carlo_Zonato_e_Antonio_Lisca
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Tra gli esempi di buone pratiche sportive, il sottoscritto si è soffermato sulla descrizione del Trofeo della Pace, giunto quest’anno all’undicesima edizione e che ha visto giocare circa 150 giovani tra il torneo interetnico di calcio a 7 e quello di pallavolo femminile, di cui alcuni partecipanti hanno dato le proprie impressioni, riuscendo a trasmettere non solo la passione per lo sport ma anche i valori stessi che derivano dalla pratica sportiva. In chiusura arriva l’appello di Dino Dolci, ex Assessore allo sport: “non dobbiamo restare confinati nel nostro orticello, ma lavorare insieme perché tutte le piccole buone pratiche, che abbiamo visto oggi, si trasformino in un grande sistema virtuoso, e perché sia valorizzato, anche a livello di politica dello sport, il contributo dato dal volontariato e dal terzo settore”.

La mattinata si è chiusa con la nomina di alcuni nuovi Ambasciatori di Pace della UPF: la giornalista Francesca Radaelli, il coordinatore sportivo del Centro Mamma Rita Antonio D’Ovidio, il coordinatore dirigenti del progetto Yaka Volley Antonio Lisca, la giovane pallavolista di origini egiziane Dalia Saad e l’intera squadra de I Patrini, attuali campioni d’Italia di baseball per non vedenti.

Per approfondimenti si invita a leggere gli articoli pubblicati dai giornali on line Il dialogo di Monza, vedi link http://www.ildialogodimonza.it/costruire-insieme-la-cultura-dello-sport/ 

e da MBnews, linkhttp://www.mbnews.it/2016/11/convegno-sport-e-diritti-umani-josefa-idem-possiamo-tutti-fare-di-piu/

mentre un video con diverse interviste ai protagonisti del convegno è stato realizzato da Brianza Channel TV, visibile anche su YouTubehttps://www.youtube.com/watch?v=N9yz2fshdDs&feature=player_embedded

Altri articoli in merito sono usciti sul quotidiano Avvenire e sui settimanali ora in edicola Il Cittadino e Il Giornale di Monza.

Per info: Carlo Chierico, Presidente UPF Universal Peace Federation - Monza Brianza, mail This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.  tel. cell. 3930077700  siti web: www.italia.upf.org e www.trofeodellapace.org