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Milano: International Day of Peace 2012

Milano, 19 Settembre 2012 – Spazio Auditorium “Società Umanitara”.

La tradizionale  iniziativa della International Day of Peace indetta dalle Nazioni Unite  ha avuto quest’anno come cornice chiostri rinascimentali e saloni con affreschi senza tempo della Società Umanitaria, come per rimarcare il senso profondo è  universale di un valore così ricercato dagli uomini, la PACE, ma di così difficile realizzazione.

L’evento organizzato in partnership con la Lega Internazionale dei Diritti Umani  (LIDU) e con la collaborazione del Consolato Generale del Senegal in Milano  ha avuto come tema, stabilito dal Segretario delle Nazioni Unite  Ban Kii Moon , “Sustainable Peace for a Sustainable Future”.

L’incontro che ha visto l’alternarsi di illustri relatori provenienti dal mondo delle diversi fedi, delle ONG, della cultura e della politica ha  voluto rappresentare un momento tangibile in cui la parola pace, ormai così inflazionata potesse ritrovare il suo reale significato proponendo una Nuova Visione in questo tempo di profonda crisi economica, ideologica e di valori. La pace in tutte le suo forme e i suoi aspetti è stata il filo conduttore che ha accompagnato i relatori nei loro diversi interventi.

Affrontando il tema della Pace non si può non considerare la relazione che esiste tra la stessa e i diritti umani e la nostra responsabilità per la loro realizzazione. Tale concetto è stato esposto dal Presidente Nazionale della Lidu (Lega Internazionale dei diritti dell’uomo) che ha aperto la conferenza con il suo saluto di benvenuto.


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Antonio Stango Segretario Generale del Comitato Italiano Helsinki per i diritti umani, moderatore dell’incontro avvia ufficialmente l’incontro riferendosi alla Dichiarazione Universale de diritti umani che rappresenta il primo dei documenti fondanti . Tale dichiarazione nonostante non sia  un trattato,  quindi  di per sè non vincolante per gli stati,  è comunque considerata  dalla  dottrina del Diritto Internazionale come  diritto vigente  Esiste la consapevolezza che ogni essere umano nasce con questi diritti.  Stango introduce un  aspetto della pace che sarà poi ripreso anche da altri relatori: libertà e  responsabilità. Tale concetto è insito nella radice germanica della parola pace che deriva da freedom, libertà. La pace è data dal patteggiamento  ma esiste e si realizza soltanto con la libertà  che ci consente di vivere nella sicurezza e nella stabilità . Nella lingua neolatina pace deriva da pactum ed è data dall’accordo tra parti che sono state o sono in conflitto. 

Vittorio Robiati Bendaud della Fondazione Maimonide  riprende il concetto della responsabilità umana che insieme alla  libertà rappresentano i due aspetti  della pace. Espone brevemente il concetto di libertà nella tradizione ebraica : LIBERTA’ DA e LIBERTA’ DI. Libertà da rappresenta una libertà negativa, liberi rispetto ad un oppressore esterno, libertà di, libertà positiva che richiede un comportamento responsabile e adeguato alla libertà.

Analogo concetto viene espresso dal Console Generale dell’India a Milano  Sanjayn Kumar Verna : diritto e libertà viaggiano insieme a obblighi e responsabilità.

Il Ven. Lama Khenrab Rinpoche, Maestro residente del Ghe Pel Ling di Milano, ha introdotto un aspetto molto importante e profondo legato alla  pace:  la cultura della pace.

Che cosa si  intende con questo termine? Una cultura della pace è diversa da una politica della pace. Il termine cultura della pace si concentra sui fattori interiori  che  contribuiscono alla realizzazione della pace. La cultura suggerisce la mentalità, l’identità e il modo di vivere della gente.  La pace a volte è definita da quello che non è. Spesso è considerata l’opposto della guerra, la fine del conflitto  e l’assenza dello scontro. Ma da quanto espresso dall’intervento del Venerabile Lama la pace è intesa in modo più profondo. E’un principio attivo di equilibrio di armonia e cooperazione a tutti i livelli, dall’individuo, alla famiglia, alla comunità, alla nazione e al mondo.  E’ utile avere un principio che ci può dare energia e può unire i nostri  sforzi per la pace.  Il principio che organizza una cultura della pace è quello di vivere per il bene degli altri. Una cultura della pace non può essere imposta dal di fuori; è coltivata nei cuori delle persone che amano la pace. Partendo dalla vita quotidiana di individui con un buon carattere, la cultura della pace si estende in modo naturale a famiglie armoniose e a comunità e nazioni guidate da valori e principi universali. Come ha sottolineato il Venerabile  la cultura della pace viene trasmessa e insegnata come un’arte fin da piccoli.

Emy Blesio, Presidende Suryanagara e The World Community of Indian –Culture & Traditional Discipline, riporta l’esempio di vita di Gandhi che attraverso la “non violenza” è stato in grado di liberare il suo popolo da un grande colosso come l’Inghilterra. Emy Blesio esorta ognuno di noi a far affiorare il Gandhi che c’è dentro il nostro animo. Esorta ad amare il prossimo, l’umanità e la diversità la quale diventa fonte di ricchezza e di rinnovamento.

Chiudono l’incontro i rappresentanti di due associazioni , Dr,ssa  Angela Comelli, Coordinatore Mani Tese, e il Dr. Diego Cassinelli , educatore slum di Bauleni Lusaka  In&Out of the Ghetto presentando rispettivamente il lavoro svolto dalle associazioni di cui fanno parte.
I contenuti delle relazioni  esposte  hanno aiutato i presenti a riflettere sulla situazione attuale del nostro mondo, sullo sviluppo umano e la cooperazione fra le persone al fine di costruire una pace vera e duratura  basata sull’apporto che ogni essere umano è in grado di dare. Le diversità non costituiscono più conflittualità,ma diventano ricchezza da condivider.  Il messaggio, per tanto,  che ne è scaturito  è che è necessaria una grande rivoluzione  se vogliamo unire il mondo  e renderlo libero, ma deve essere prioritariamente  una grande rivoluzione del carattere umano. Conoscenza, denaro o potere non possono portare questa contro-rivoluzione del carattere. La libertà non viene dall’avere diverse  possibilità di scelta ma dall’imparare a fare la scelta giusta. 

In questa cornice grande potenzialità ha assunto il nascente “Consiglio Inter-religioso per la Pace Giovani” della Universal Peace Federation.  Hi- Seung Paolo D’Alberti dopo aver preso la parola ha introdotto l’iniziativa, la storia e lo scopo del CIG. Successivamente i vari rappresentanti hanno letto la dichiarazione condivisa “Il contributo delle Fedi per la Promozione e il Rinnovamento della Famiglia”. E’ stato un momento particolarmente emozionante ,  vedere giovani appartenenti a fedi religiose diverse insieme consapevoli che rappresentano un ponte, alcune volte l’unico, tra la società e la propria famiglia. Il loro profondo desiderio è di portare avanti questo progetto dimostrando   agli adulti che è possibile l’integrazione, la cooperazione e la collaborazione tra fedi e religioni diverse.

L’Universal Peace Federation, Milano ha voluto accogliere l’invito delle Nazioni Unite e attraverso questo incontro ha voluto far emergere il bisogno di nuovi e rinnovati punti di riferimento. L’UPF può dare un grande contributo, come ha evidenziato il Vice Presidente Dr. Carlo Zonato nel suo saluto di benvenuto iniziale leggendo la Dichiarazione d’Intenti che UPF ha promosso per la Giornata della Pace 2012.
In che modo la Universal Peace Federation può dare un grande contributo in questa fase della storia?  Ispirandosi  a valori senza tempo e comuni ad ogni cultura in una prospettiva internazionale, interculturale, interreligiosa  ed interdisciplinare. Politica, economia e religione devono essere ILLUMINATE da un obiettivo comune: IL BENESSERE SOCIALE.

Infine Carlo Zonato ricorda la perdita del fondatore della UPF il Rev. Sun Myung Moon che ha speso ogni istante della sua vita terrena alla realizzazione di questo ideale così agognato e sperato dall’intera famiglia umana. Il suo Principio “Unica famiglia umana sotto un unico Dio” è stato il principio ispiratore che ha mosso ogni  sua iniziativa. Questo incontro ha voluto essere un omaggio ad un uomo che ha lasciato un segno che rimarrà per l’eternità e oltre.  Grazie Rev. Moon.