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Donne tra le fedi, cammini di spiritualità nelle religioni - Monza 2011

Monza, 22 ottobre 2011

 

Sabato 22 ottobre 2011 a Monza, presso la Sala E dell'Urban Center, si è tenuto l'incontro interreligioso sul tema: “donne tra le fedi, cammini di spiritualità nelle religioni”.

Organizzato dalla UPF di Monza con la Federazione delle Donne per la Pace nel Mondo, nell’ambito della rassegna, dedicata all'universo femminile, “ottobre in rosa” del Comune di Monza.


Lo scopo della serata era quello di portare, attraverso le singole personali testimonianze di fede, l'accento sul valore della spiritualità come bene comune, che trascende la stessa religione di appartenenza e quindi come approccio ed esempio positivo per la vita di tutti i giorni. All'incontro era presente un numeroso pubblico, che ha seguito con attenzione e sentita partecipazione tutti gli interventi.
Dopo i saluti di benvenuto, il coordinatore e presidente della sezione monzese della UPF, Carlo Chierico, ha chiesto di iniziare insieme con 30 secondi di silenzio, per prepararsi ed ascoltare anche con il cuore. Poi è intervenuta la giornalista Carlotta Morgana che nella sua introduzione ha affrontato il tema di una rinnovata esigenza di spiritualità, al di là delle credenze religiose di ognuno, declinata al femminile, in un'epoca in cui le donne sono viste soprattutto in versione materialista.

 

 


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Quindi si sono succedute le varie relatrici, intervallate da alcuni momenti poetici a cura di Ettore Fiorina. La prima ad intervenire, con un collegamento via skype dall'India, dove era per un convegno, è stata l'Ambasciatrice di Pace Emi Blesio, che ha parlato della profonda spiritualità dell'induismo e della sua personale scoperta di questa religione. A seguire la scrittrice e poetessa Giulia Niccolai, diventata monaca buddista nel 1990, che a proposito della sua scelta monacale ha detto: “ non me ne sono mai pentita. Mi sento molto più libera di prima, senza ansietà né desideri o rabbia che causano costante sofferenza, avendo assaporato anche uno spazio e un tempo che corrispondono al concetto di eternità. Solo attimi che lasciano però una profonda gioia e meraviglia e una fede e gratitudine infinite”.
In rappresentanza dell'ebraismo, sono stati letti alcuni brani significativi di Yarona Pinhass, tratti dal suo libro “la saggezza velata. Il femminile nella Torà”. Poi è stato il turno delle amiche di fede cattolica Federica Salvioni e Claudia Cazzaniga. La loro scelta di fare una testimonianza a due voci è stata dovuta, secondo le parole di Federica: “al desiderio di rafforzare il senso del messaggio che vorremmo riuscire a trasmettere, quello di una spiritualità intesa come ricerca di autenticità condivisa, per vivere secondo lo Spirito di Gesù” e infatti la successiva testimonianza di Claudia sulla sua esperienza di psicoterapeuta ha espresso, attraverso strade differenti, il medesimo viaggio verso la Rivelazione e la possibilità di sperimentare la felicità.
E della sua profonda esperienza con Gesù ha parlato anche Angela Lombardo della chiesa cristiana evangelica, mentre Angela Pavanello ha parlato del suo percorso spirituale e di vita all'interno della chiesa di unificazione, fondata dal Rev. Sun Myung Moon, sintetizzando il suo cammino di fede nella frase: la capacità di amare con un Amore Vero e di essere finalmente portatrici di pace e speranza.
Un intervento a due voci anche per le rappresentanti di fede musulmana. Absatou Dioum, conosciuta come Abi a Monza, dove vive e lavora in qualità di mediatrice culturale, ha parlato della sua esperienza personale passata dalla tradizione musulmana del suo paese di origine, il Senegal, ad un paese occidentale come l'Italia. Wesam El Husseiny ha testimoniato del valore che ha per lei il velo, come l'indossarlo l'abbia portata ad avvicinarsi a Dio e poi ha parlato dei suoi studi e delle sue ricerche nel voler approfondire la religione islamica separandola dalla cultura araba, nel desiderio di voler capire il vero significato dell'Islam, in cui ha trovato quello che cercava: pace interiore e felicità, pur in mezzo a tante sfide e momenti difficili.
Al termine degli interventi, era palpabile l'atmosfera di gioia nell'ascolto che si era creata, e che è sfociata in un positivo momento di riscontro tra il pubblico e le relatrici, con le domande nel dibattito finale. In conclusione, l'incontro è piaciuto davvero molto, soprattutto perché ognuno ha voluto condivide qualcosa di estremamente personale con gli altri e questo fa ben sperare per altri incontri in futuro e magari, perché no, anche percorsi con attività da programmare insieme.

Sabato 22 ottobre 2011 a Monza, presso la Sala E dell'Urban Center, si è tenuto l'incontro interreligioso sul tema: “donne tra le fedi, cammini di spiritualità nelle religioni”.

Organizzato dalla UPF di Monza con la Federazione delle Donne per la Pace nel Mondo, nell’ambito della rassegna, dedicata all'universo femminile, “ottobre in rosa” del Comune di Monza.
Lo scopo della serata era quello di portare, attraverso le singole personali testimonianze di fede, l'accento sul valore della spiritualità come bene comune, che trascende la stessa religione di appartenenza e quindi come approccio ed esempio positivo per la vita di tutti i giorni. All'incontro era presente un numeroso pubblico, che ha seguito con attenzione e sentita partecipazione tutti gli interventi.
Dopo i saluti di benvenuto, il coordinatore e presidente della sezione monzese della UPF, Carlo Chierico, ha chiesto di iniziare insieme con 30 secondi di silenzio, per prepararsi ed ascoltare anche con il cuore. Poi è intervenuta la giornalista Carlotta Morgana che nella sua introduzione ha affrontato il tema di una rinnovata esigenza di spiritualità, al di là delle credenze religiose di ognuno, declinata al femminile, in un'epoca in cui le donne sono viste soprattutto in versione materialista.
Quindi si sono succedute le varie relatrici, intervallate da alcuni momenti poetici a cura di Ettore Fiorina. La prima ad intervenire, con un collegamento via skype dall'India, dove era per un convegno, è stata l'Ambasciatrice di Pace Emi Blesio, che ha parlato della profonda spiritualità dell'induismo e della sua personale scoperta di questa religione. A seguire la scrittrice e poetessa Giulia Niccolai, diventata monaca buddista nel 1990, che a proposito della sua scelta monacale ha detto: “ non me ne sono mai pentita. Mi sento molto più libera di prima, senza ansietà né desideri o rabbia che causano costante sofferenza, avendo assaporato anche uno spazio e un tempo che corrispondono al concetto di eternità. Solo attimi che lasciano però una profonda gioia e meraviglia e una fede e gratitudine infinite”.
In rappresentanza dell'ebraismo, sono stati letti alcuni brani significativi di Yarona Pinhass, tratti dal suo libro “la saggezza velata. Il femminile nella Torà”. Poi è stato il turno delle amiche di fede cattolica Federica Salvioni e Claudia Cazzaniga. La loro scelta di fare una testimonianza a due voci è stata dovuta, secondo le parole di Federica: “al desiderio di rafforzare il senso del messaggio che vorremmo riuscire a trasmettere, quello di una spiritualità intesa come ricerca di autenticità condivisa, per vivere secondo lo Spirito di Gesù” e infatti la successiva testimonianza di Claudia sulla sua esperienza di psicoterapeuta ha espresso, attraverso strade differenti, il medesimo viaggio verso la Rivelazione e la possibilità di sperimentare la felicità.
E della sua profonda esperienza con Gesù ha parlato anche Angela Lombardo della chiesa cristiana evangelica, mentre Angela Pavanello ha parlato del suo percorso spirituale e di vita all'interno della chiesa di unificazione, fondata dal Rev. Sun Myung Moon, sintetizzando il suo cammino di fede nella frase: la capacità di amare con un Amore Vero e di essere finalmente portatrici di pace e speranza.
Un intervento a due voci anche per le rappresentanti di fede musulmana. Absatou Dioum, conosciuta come Abi a Monza, dove vive e lavora in qualità di mediatrice culturale, ha parlato della sua esperienza personale passata dalla tradizione musulmana del suo paese di origine, il Senegal, ad un paese occidentale come l'Italia. Wesam El Husseiny ha testimoniato del valore che ha per lei il velo, come l'indossarlo l'abbia portata ad avvicinarsi a Dio e poi ha parlato dei suoi studi e delle sue ricerche nel voler approfondire la religione islamica separandola dalla cultura araba, nel desiderio di voler capire il vero significato dell'Islam, in cui ha trovato quello che cercava: pace interiore e felicità, pur in mezzo a tante sfide e momenti difficili.
Al termine degli interventi, era palpabile l'atmosfera di gioia nell'ascolto che si era creata, e che è sfociata in un positivo momento di riscontro tra il pubblico e le relatrici, con le domande nel dibattito finale. In conclusione, l'incontro è piaciuto davvero molto, soprattutto perché ognuno ha voluto condivide qualcosa di estremamente personale con gli altri e questo fa ben sperare per altri incontri in futuro e magari, perché no, anche percorsi con attività da programmare insieme.