Palazzo Montecitorio, 19-21 giugno 2025
Tema: “Rafforzare la fiducia e abbracciare la speranza per il nostro futuro comune”

Dal 19 al 21 giugno 2025, presso la sede della Camera dei Deputati a Palazzo Montecitorio, si è svolta la Seconda Conferenza Parlamentare sul Dialogo Interreligioso, organizzata dall’Unione Interparlamentare (IPU) in collaborazione con la Camera dei Deputati, il Senato della Repubblica e l’ONG Religions for Peace.
Alla conferenza hanno partecipato 650 delegati provenienti da quasi 100 Paesi, tra cui parlamentari di 68 Stati membri dell’IPU, rappresentanti di due organizzazioni associate (il Parlamento Arabo e il Parlamento Europeo), dieci organizzazioni con status di osservatore permanente (tra cui le Nazioni Unite e l’UNESCO), 19 istituzioni accademiche e oltre 70 ONG, organizzazioni religiose e intergovernative, insieme a 26 leader religiosi.
Contesto
L’incontro di Roma ha fatto seguito alla prima Conferenza Parlamentare sul Dialogo Interreligioso, organizzata a Marrakesh nel 2023 dall’IPU e dal Regno del Marocco. Svoltasi durante l’Anno Giubilare indetto da Papa Francesco, la conferenza ha raccolto lo spirito del Comunicato di Marrakesh, che affermava come il dialogo interreligioso sia “fondato sul sostegno ai diritti e alle libertà fondamentali” ed “essenziale per promuovere inclusività e pacifica convivenza”.
Sessione plenaria
Il dibattito generale sul tema “I parlamentari in dialogo con la religione e le convinzioni: rafforzare la fiducia e abbracciare la speranza per il nostro futuro comune” si è svolto nell’Aula Plenaria, co-moderato dal Senatore Pier Ferdinando Casini e dalla Presidente dell’IPU, Dr. Tulia Ackson (Tanzania).

Dopo gli interventi introduttivi di alte personalità, tra cui l’Ambasciatrice Simona-Mirela Miculescu (presidente della Conferenza Generale UNESCO) e Miguel Moratinos (Alto rappresentante dell’Alleanza delle Civiltà delle Nazioni Unite), sono intervenuti oltre 70 parlamentari, leader religiosi e rappresentanti di ONG, che hanno presentato brevi rapporti sulle politiche nazionali in materia di libertà religiosa o sui progetti delle rispettive organizzazioni.
L’intervento di UPF
Nel corso della sessione di alto livello, Dr. Tageldin Hamad, presidente della Universal Peace Federation (UPF) International, ha dichiarato:
“La vera pace non può essere imposta dall’alto né pretesa dal basso: deve essere coltivata nella fiducia e radicata nei valori spirituali e morali comuni. La UPF ritiene che la pace non si possa raggiungere solo attraverso la politica, né soltanto tramite la religione: una pace duratura nasce quando saggezza politica e intuizione spirituale camminano mano nella mano.”
Ha inoltre ricordato la proposta visionaria dei fondatori della UPF, Dr. Hak Ja Han Moon e del marito Dr. Sun Myung Moon, che il 18 agosto 2000 organizzarono una conferenza alle Nazioni Unite a New York, proponendo la creazione di un Consiglio Interreligioso all’ONU, affinché le voci dei leader spirituali potessero affiancare quelle dei leader politici, offrendo chiarezza morale, saggezza spirituale e una più profonda visione della condizione umana.
Sessioni tematiche
Durante i due giorni si sono tenute diverse sessioni di lavoro dedicate a:
- promozione della pacifica convivenza,
- tutela dei diritti delle minoranze religiose,
- inclusione sociale,
- leadership etica,
- educazione alla pace,
- dialogo interreligioso e partecipazione delle donne nella vita pubblica.
Tra gli organizzatori e moderatori: IPU, Religions for Peace, Abu Dhabi Peace Forum, Network for Religious and Traditional Peacemakers, Globethics, UN Alliance of Civilizations, Minority Rights Group.
Dichiarazioni finali
Nelle conclusioni, la Presidente dell’IPU, Dr. Tulia Ackson, ha sottolineato:
“Abbiamo convocato questa conferenza perché vediamo dolore nel mondo, divisioni nella società, e come parlamentari il nostro ruolo è lavorare per un futuro migliore. Nonostante differenze e difficoltà, dobbiamo dire sì al dialogo, altrimenti perderemo il fondamento stesso della nostra umanità.”

Il Senatore Casini ha letto il Comunicato di Roma, adottato dalla conferenza, che incoraggia i parlamenti a:
- rafforzare le disposizioni sulla libertà religiosa nelle leggi e nella pratica,
- contrastare l’incitamento all’odio e l’uso distorto della religione,
- affrontare le minacce digitali alla democrazia e alla dignità umana,
- sostenere l’educazione alla pace,
- organizzare sessioni parlamentari dedicate al dialogo interreligioso con i rappresentanti delle comunità di fede.
Udienza speciale con Papa Leone XIV
I partecipanti sono stati accolti in udienza speciale in Vaticano da Papa Leone XIV, che li ha esortati a considerare il servizio politico come una forma nobile di carità radicata nella verità, nella giustizia e nel bene comune.

Il Pontefice ha richiamato l’esempio di San Tommaso Moro, definendolo “martire della libertà e della coscienza”, e ha indicato tre responsabilità chiave per i leader politici di oggi:
- promuovere il bene comune, difendendo in particolare i più vulnerabili,
- salvaguardare la libertà religiosa attraverso il dialogo interreligioso,
- fondare le decisioni sulla legge naturale, come riferimento etico condiviso.
Papa Leone ha inoltre affrontato la sfida crescente dell’intelligenza artificiale, avvertendo che i progressi tecnologici non devono mai compromettere la dignità e la libertà umana.
Ha concluso affidando il lavoro dei legislatori all’intercessione di San Tommaso Moro, incoraggiandoli a vedere la politica non come semplice carriera, ma come missione al servizio della verità, della giustizia e della dignità di ogni persona.






